venerdì, 15 Gennaio, 2021

Sardegna, il dramma di 12 mila disoccupati senza risposta

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Sardegna-disoccupatiIl 16 febbraio in Sardegna si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del consiglio regionale. Si voterà con la nuova legge elettorale, modificata con la Legge Regionale Statutaria 12 novembre 2013 n.1, che prevede un turno unico, senza ballottaggio, e lo sbarramento del 10% per le coalizioni e del 5% per le liste non coalizzate.

Per il centrosinistra si presenta Francesco Pigliaru col sostegno di PD, SEL, IDV-Verdi, Centro Democratico, La Base, Irs, Rosso Mori, Upc, PSI, Partito dei Sardi, Sinistra Sarda.

Lo sfidante principale è Ugo Cappellacci, presidente uscente, sostenuto da Forza Italia, Riformatori, Psd’az, Udc, Uds-Sardi Uniti, Fratelli d’Italia, Zona Franca. Ci sono poi altri quattro candidati alla presidenza della Regione, Pier Franco Devias, sostenuto da Fronte Indipedentista Unidu; Michela Murgia, sostenuta da Progres, Gentes, Comunidades; Mauro Pili, Unidos, Mauro Pili Presidente, Fortza Paris-Azione popolare sarda, Soberania; Gigi Sanna, Movimento Zona Franca.

I partiti cominciano a confrontarsi sui temi concreti e i problemi irrisolti di un’economia che è stata duramente penalizzata dalla crisi, più di altre regioni.

A intervenire oggi con un’interrogazione al ministro del Lavoro, il segretario del PSI Riccardo Nencini.

“Ci sono – scrive al ministro Enrico Giovannini – circa 12.000 persone disoccupate, in Sardegna, tra gli aventi diritto ai sussidi in mobilità in deroga. La Regione Sardegna, nel 2013, ha attuato la procedura relativa all’anticipazione degli ammortizzatori sociali in deroga e, per carenza di risorse assegnate dal competente Ministero, non ancora concessi ed erogati”. “Sono state avviate le interlocuzioni – denuncia – con il Ministero del Lavoro e con la Direzione centrale prestazioni dell’INPS, per la regolamentazione sulle modalità delle anticipazioni degli ammortizzatori sociali del 2013. La Regione Sardegna ha attivato una procedura d’urgenza per affrontare la situazione di emergenza mobilità procedendo con un’anticipazione di 30 milioni di euro che sarebbe servita – si legge ancora nell’interrogazione di Nencini – al pagamento della metà delle somme spettanti a ciascun lavoratore che ha diritto al sussidio. Per rendere possibile i pagamenti è però necessario attendere la firma della convenzione tra INPS e Regione Sardegna e la convenzione, ad oggi, non è stata ancora sottoscritta perché all’INPS risulta impraticabile la procedura di anticipazione dei trattamenti inerenti la cassa integrazione in deroga per complicanze di natura tecnica. Ad oggi i lavoratori sardi non percepiscono i sussidi”. Nencini conclude la sua interrogazione chiedendo al ministro “se non si ritenga urgente intervenire, anche con un’iniziativa normativa, al fine di consentire la pagamento dei sussidi dovuti  a sostegno delle migliaia di dipendenti attualmente senza reddito”.
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Redazione Avanti

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