sabato, 21 Settembre, 2019

SCAMBIO EPISTOLARE

1

La lettera è in partenza. Il mittente è la Commissione europea e il destinatario il Governo italiano. Nella missiva si chiederanno chiarimenti sul debito pubblico che non solo non è diminuito come richiesto da tempo, ma è cresciuto troppo. Bruxelles darà al Governo 48 ore per rispondere, quindi entro venerdì. La lettera conterrà l’entità della deviazione dagli impegni 2018 e 2019.

Salvini a modo suo ha già risposto manifestando la più completa indifferenza alle richieste europee, mentre il sottosegretario alla presidenza Giorgetti sembra sentirci di più. “Il confronto con le istituzioni dell’Unione europea – ha detto – in particolare con la Commissione, costituisce un momento di raccordo nel quale l’Italia non si limita a recepire indicazioni provenienti dall’Ue. Al contrario è l’occasione nella quale le priorità dell’agenda politica italiana vengono coordinate con quelle dell’Unione”. “In questo senso il governo potrà aprire un confronto sulla congruità dei vincoli stabiliti rispetto alla situazione concreta”.

Il fatto però è che il debito italiano, a causa principalmente della frenata dell’economia, è aumentato, anziché diminuire o rimanere stabile in rapporto con il Pil. Oltre all’Italia, anche altri tre Paesi membri riceveranno lettere analoghe, ma il caso dell’Italia è il più importante, vista la dimensione del nostro debito pubblico. La lettera, a differenza dello scorso autunno quando si lavorava su dati previsionali, terrà conto dei dati a consuntivo, certificati da Eurostat in aprile.

Il governo italiano, una volta ricevuta la lettera, ha 48 ore di tempo per rispondere, quindi entro venerdì. La brevità della scadenza è dovuta anche al fatto che l’arrivo della lettera era nell’aria già da tempo. Ma la Commissione aveva deciso di rimandare la richiesta a dopo le elezioni, per evitare ogni tipo di strumentalizzazioni in campagna elettorale. “In ogni caso, il Mef non sarà sicuramente colto di sorpresa dalla richiesta della Commissione, anche perché – ha detto il portavoce della commissione Margaritis Schinas – siamo in contatto con le autorità di tutti gli Stati membri”.

I contenuti della risposta italiana saranno determinanti per le decisioni successive della Commissione e sulla eventuale apertura di una procedura sul debito italiano. La decisione finale sarà presa in occasione dell’Ecofin del 9 luglio. Cinque settimane di tempo dunque restano all’Italia per mettersi in regola con una manovra bis con impegni ben precisi per correggere il tiro per ben 23 miliardi per il 2020.

Altrimenti l’Europa andrà avanti, lancerà la procedura per debito per evitare che il debito italiano salti, affondando l’euro. A quel punto Roma dovrà mettere a segno pesanti correzioni dei conti almeno per 5 anni, fino ad azzerare il deficit abbassando il debito. Se non lo farà subirà pesanti sanzioni che faranno perdere una parzialmente la sovranità politica economica in Italia. È l’effetto del sovranismo.

Condividi.

Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Andrea Malavolti on

    Il laburista Alastair Campbell, già portavoce e spin doctor dell’ex premier Tony Blair, è stato messo alla porta dal leader del suo partito, Jeremy Corbyn, per aver detto in televisione – a urne chiuse – di aver votato alle europee per i Liberal-democratici e non per il Labour. Una scelta legata a posizioni divergenti su Brexit ma, come fa notare Antonello Guerrera su Repubblica intervistando proprio Campbell, salta all’occhio un elemento: “Lei è stato espulso immediatamente, – sottolinea Guerrera – mentre decine di iscritti laburisti sospettati di antisemitismo non sono stati espulsi e a volte nemmeno ‘processati’ nel partito, tanto che è stata appena aperta un’inchiesta”. “Il fallimento nell’affrontare il problema dell’antisemitismo all’interno del partito – spiega Campbell- fa capire ancora di più quanto il Labour abbia perso i suoi valori fondamentali e oggi sia ostaggio dell’incompetenza”. (Fonte Pagine Ebraiche)

Leave A Reply