martedì, 20 Agosto, 2019

Scandalo Moscopoli. Yoghi contro Masha

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“Nella vita democratica di una Nazione non c’è nulla di peggio del vuoto politico. Da un mio vecchio compagno e amico che aveva visto nella sua vita i drammi delle democrazie, io ho imparato ad avere orrore del vuoto politico. Nel vuoto tutto si logora, si disgrega e si decompone. In questo senso ho sempre pensato e penso che un minuto prima che una situazione degeneri, bisogna saper prendere una decisione, assumere una responsabilità, correre un rischio… “.
Parlava cosi, Bettino Craxi nel suo discorso in Parlamento del 3 luglio 1992. Ricordiamo queste parole di ieri perché sono indicative del vuoto politico di oggi. Un vuoto d’idee, di programmi, di contenuti che logora e degenera. Le ricordiamo perché è la descrizione perfetta dello stato in cui si trova oggi il nostro Paese. Ogni giorno spunta fuori una polemica, uno scandalo, una lite che distrae l’opinione pubblica da quelli che sono argomenti più seri da affrontare. Polemiche spesso e volentieri cavalcate da una sinistra che sta emettendo i suoi ultimi respiri. Polemiche ipocrite.
La diffusione da parte di BuzzFeedNews (sito americano) di un file audio che inchioderebbe Gianluca Savoini – braccio destro di Salvini – e la stessa Lega dimostrandone i legami con la Russia di Putin. Savoini avrebbe chiesto a non meglio noti uomini facoltosirussi vicini a Putin, fondi per 65 milioni di dollari per finanziare la campagna elettorale per le europee 2019 attraverso investimentiche vedrebbero coinvolta anche l’ ENI è certamente fatto il cui compito di indagare spetta alla magistratura competente. La vicenda non è, però nota solo da oggi, infatti, l’indagine della magistratura che ha già aperto un fascicolo d’inchiesta iscrivendocome persona indagata proprio Savoini, risale a ottobre 2018 e nasce da un’inchiesta del settimanale l’ Espresso.

Fin oggi sappiamo poco ed è necessario attendere nuove indagini e accertamenti.
Tuttavia è necessario anche soffermarsi sul dato di fatto che inquadra la questione “finanziamenti esterni ai partiti politiciitaliani” non di nuova natura. Infatti, questi non sono certamente cosa di oggi, sicuramente non interessano solo la lega e soprattuttoun giorno o l’altro scopriremo che anche i compagni di Governo (M5S) non sono stati e non sono immuni a finanziamenti esterni.

Fare politica costa, costa tutta la macchina burocratica che vi gira intorno, spese, servizi ed esigenze. Le campagne elettorali costano, costano i viaggi per i colloqui con gli interlocutori politici esteri. Costano e nessuno che abbia cortezza di ciò può anche solo alla lontana pensare che il successo elettorale della lega sia davvero costruito solo sul tema migranti e che una campagna elettorale prima e dopo si possa attuare e mantenere viva con pochi euro.
Allora in considerazione di quanto sopra i commenti a caldo alladivulgazione dell’audio sui presunti incontri tra Salvoini edemissari di Putin fanno in un certo senso sorridere per quanta ipocrisia e poca onestà politica palesano nel momento in cui – usando le parole di Craxi tratte dal discorso al Parlamento del 3 luglio 1992 – “il problema del finanziamento dei partiti, meglio del finanziamento del sistema politico nel suo complesso, delle sue degenerazioni, degli abusi che si compiono in suo nome, delle illegalità che avvengono da qualche tempo, forse da qualche tempo immemorabile”.

Potremmo anche ricordare un estratto della deposizione dello stesso scomparso segretario del Psi durante il processo Cusani. Craxi allora parlò di “flussi di denaro esterni verso i partiti” e riferendosi al maggior partito di opposizione – il Pci – sostenne che “un grand flusso che proveniva dall’estero, proveniva dall’ Unione Sovietica, dai paesi del COMECOM e del Patto di Varsavia che costituiva una delle voce principali del finanziamento del Partito Comunista.”
Tutto ciò oggi è noto grazie al “Rapporto Impediam n.122” -dossier Mitrokin – dal quale emerse che l’ allora URSS tra il 70 e il 77 aveva destinato al PCI circa 23, 3 milioni di dollari. Soldi che sistematicamente venivano consegnati nelle mani del compagno KLAUDIO (Anelito Barontini, funzionario del partito e uomo di fiducia di Armando Cossutta) in luogo sicuro come la villa dell’ambasciata sovietica di Roma.”.
In conclusione: “Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti s’incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto, andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali. Per esempio, nella materia tanto scottante dei finanziamenti dall’estero, sarebbe solo il caso di ripetere l’arcinoto “tutti sapevano e nessuno parlava”. ( cit. Bettino Craxi )

Probabilmente più che aver calvato l’onda dell’abolizione al finanziamento pubblico ai partiti, il PD avrebbe dovuto trovare il coraggio di proporre una revisione seria di questi e fare in Parlamento una battaglia improntata sul valore democratico dei partiti e del conseguente naturale bisogno di risorse necessarie per coprire tutti i costi del meccanismo di funzionamento.

Invece la mancanza di questo coraggio porta oggi a cavalcare l’onda di un presunto (perché ancora è cosi fino a prova contraria) scandalo che probabilmente contribuirà ad altra crescita di consensi in favore della Lega di Salvini. In ultima nota, il fascicolo d’inchiesta sui presunti fondi dalla Russia alla lega non è certamente cosa di ieri; l’inchiesta è stata aperta nel mese di febbraio 2019 e fa seguito allo scoop del settimanale “L’ Espresso”. Una notizia certamente nota in tutti gli ambienti politici e giornalistici tenuta nascosta il più a lungo possibile per non disturbare la campagna elettore di tutte le forze politiche in campo. “Sta per scoppiare il bubbone in tutta Europa – titolano oggi molti quotidiani – a causa dell’eccesso di rubli elargiti a tutti i partiti, sovranisti filo russi; questi partiti filo russi hanno ottenuto ampi consensi nei loro Paesi ma, com’è noto, non hanno la maggioranza che nonostante il calo di consensi vede nuovamente protagonisti in Europa PPE e Social democratici. Scoppierà per caso anche il bubbone degli intrighi da dollari elargiti ai partiti filo americani che contro ogni previsione hanno vinto le elezioni europee?
Non lo sappiamo, per adesso possiamo solo dirvi – “alla prossima puntata di Yoghi contro Masha.”

Antonella Soddu

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