venerdì, 15 Novembre, 2019

Scherza con i fanti e lascia stare i santi

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Ancora una volta, tra i socialisti, le recenti scelte del partito e della sua dirigenza hanno sollevato un polverone fatto di critiche, se non vere e proprie invettive e filippiche, da parte di molti, tesserati e non, tra cui spiccano anche nomi noti alla storia recente del partito. Nulla comunque di nuovo per chi conosce il passato dell’esperienza socialista in Italia: i correntismi hanno sempre fatto parte della vita di partito non solo nel PSI, ma nella sinistra tutta. Ma sono i mezzi attraverso i quali queste divisioni si concretizzano che, ad oggi, costituiscono un problema nuovo, sopratutto tra i non tesserati o tra chi da molto è fuori dalla famiglia socialista. L’asprezza con cui il partito è stato criticato si è infatti sentita, in particolare, sui social, dove molti sono corsi a trincerarsi dietro a frasi fatte e pronti a combattere a colpi di “era meglio prima”. Ma può forse essere il “prima” ad ostacolare il partito? Non dovrebbe essere il futuro la priorità di un partito che ha sempre fatto del progresso sociale, politico ed economico il suo obiettivo? Non dovrebbe essere dovere di ogni socialista il guardare sempre avanti?

Il Partito Socialista Italiano può vantare un’eredità storica che pochi partiti in Italia hanno. Grandi personaggi hanno militato tra le file dei socialisti e ne hanno portato avanti le battaglie davanti alle istituzioni, trovandosi a volte contro avversari i cui mezzi andavano ben oltre il semplice potere politico. Non si può parlare della storia d’Italia senza parlare dei socialisti!
Ebbene, oggi più che mai il partito riceve critiche da chi, vedendo il presente attraverso gli occhiali sporchi e polverosi della nostalgia, usa le parole dei più noti (e oramai scontati…) compagni del passato come ipse dixit per far valere le proprie posizioni: ecco allora, che, attraverso la poco nobile arte delle citazioni fuori contesto, il compagno Craxi (il loro amato, sempiterno Bettino!) diventa una improponibile arma contro le posizioni del Partito, in primis contro l’europeismo verso cui, a dirla tutta, Craxi sarebbe molto a favore. Oltre all’ex segretario sono altri, tra i socialisti del passato, le cui parole vengono travisate, e la cui onestà intellettuale viene offesa da chi negli anni recenti, caratterizzati da un’imperante disinformazione, ha ceduto alle forme di revisionismo subite da molti personaggi della storia del socialismo italiano.

Il Socialismo, tra tutte le ideologie, è quella che più richiede una conoscenza della sua storia. L’ideale socialista nel corso degli anni si è evoluto, non solo nel mondo, ma sopratutto in Italia, vivendo molti “scivolamenti” in quello che era lo spettro ideologico di ogni epoca.

Il Partito Socialista Italiano di questo ha bisogno: della giusta coerenza, da parte di tutti, verso il suo passato, e, attraverso questa, della capacità di sviluppare uno sguardo critico verso il suo presente. Solo in questo modo ci si potrà garantire, nel tessuto politico ed istituzionale italiano, un futuro.

Edoardo Dal Prà

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Vanno sicuramente censurate le critiche irriguardose ed offensive, ma quelle dure non sono necessariamente tali, cioè “maleducate” e dunque da respingere, anche perché possono portare interessanti spunti di riflessione, e del resto non mi pare di aver letto parole “sopra le righe” nei commenti di queste pagine, tra quelli che esprimono non condivisione rispetto alle scelte politiche del PSI.

    Quanto al vedere “il presente attraverso gli occhiali sporchi e polverosi della nostalgia”, a me sembra che per qualcuno il “nostalgismo”, come viene definito in maniera poco bonaria, serva soprattutto per restare ancorati ai valori del riformismo, che ispirarono il PSI di allora, riformismo che oggi sembra venir riscoperto anche da chi ha verosimilmente meno titoli dei socialisti a farsene alfiere.

    Paolo B. 25.9.19

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