giovedì, 21 Marzo, 2019

Schiavi invisibili, pronti ad ordire una rivoluzione

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Invisibili sono tutti quegli uomini che incontriamo ma non ascoltiamo; anzi, non li vediamo proprio, come non esistessero. Indifferenza totale senza un perché… almeno ci fossero antipatici! Invece, nulla. Per loro non proviamo nessun sentimento: antipatia, simpatia, odio, amore, ecc. Insomma, niente di tutto ciò. Tale effetto sociale, particolarmente manifesto con l’avvento del Terzo millennio, non ha cause specifiche a me note. Osservo solo, come già detto altre volte, che questo universo di uomini invisibili vagano in rete, partecipano ai social, con lo stesso scopo di Diogene (che ancora persevera nel cercare un uomo onesto); loro cercano amicizia, in breve si comportano come i bambini che chiedono ad altri bambini: vuoi essere mio amichetto?

Eppure, per restare sul tema dei più piccoli, il desiderio di essere invisibili ha accompagnato l’infanzia di ognuno di noi che leggesse e si ispirasse ai fumetti. Da ragazzi e poi da adulti abbiamo visto la storia dello scienziato esaltato dalla scoperta dell’invisibilità nel film “L’uomo invisibile”, tratto dall’omonimo romanzo fantascientifico di H.G. Wells.

Invisibile è tutto ciò che per un individuo, in quel momento, non ha valore. Persone in carne ed e ossa che appaiono trasparenti, come non esistessero. Però gli invisibili esistono eccome: sono i più in questo mondo e potrebbero conquistare, con il loro imponente numero, ogni cosa e sconfiggere ogni esercito, ma sono uomini attoniti che guardano con sgomento gli altri, pochi, pochissimi uomini, dotati però di crudeltà e determinati a non mollare il bottino che hanno trafugato al resto del mondo.

La terra non gli appartiene, l’acqua non gli appartiene, l’aria non gli appartiene… ma si comportano come fosse tutto loro. Per questi signori gli altri sono invisibili.

Io non so cosa raccontano le storie antiche, eppure la terra, l’acqua, l’aria e il cielo sono universali, di tutti e di nessuno al contempo, in quanto parti integranti della vita di ogni essere umano. Perché alcuni uomini pretendono siano di loro proprietà? Di loro proprietà può essere quello che hanno costruito, ma ciò che ci ha donato la natura e l’universo non potrà mai esserlo.

L’esistenza di tanti uomini che loro stessi hanno relegato all’invisibilità possono fornire a questi potenti un alibi nei confronti dell’Eterno: quello di poter dire di non aver mai visto questi uomini invisibili. I signori del mondo vivono e muoiono come fossero eterni. Si sono persino comprati Caronte, per trasportare dall’altra parte ogni cosa terrena: la sindrome del Faraone che continua ad essere prerogativa degli uomini di potere.

Per essi, esistono solo loro, mentre tutti gli altri uomini sono invisibili. Per questo, in passato, fece tanto scalpore quando gli ebrei fuggirono dall’Egitto (l’Esodo) perché i faraoni rimasero sorpresi nell’accorgersi che c’erano altri uomini oltre a loro. Presero coscienza che gli uomini invisibili, guidati da Mosè, esistevano davvero. Ed erano tantissimi!

È un po’ quello che è sempre successo e succede oggi con i migranti di ultima generazione: schiavi invisibili che, per il solo fatto di esistere e di produrre moltitudini in esodo, rappresentano un problema per i potenti. Perché ricordano a questi ultimi che non sono i soli e che il banchetto di ricchezza, potere e di privilegio non è infinito e prerogativa esclusiva loro. Il rischio che gli invisibili prendano coscienza e possano far divampare una rivoluzione è sempre dietro l’angolo.

Angelo Santoro

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