giovedì, 25 Febbraio, 2021
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Schiavitù, la ‘colonna infame’ non ha confini

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Schiavitù

Lo studio. India e Cina, due superpotenze economiche mondiali, due nuove ‘Americhe’, hanno anche un altro primato, meno glorioso, l’altra faccia della medaglia: tra i record che vantano c’è infatti anche quello negativo della massima presenza, non di industrie ultra-moderne ed efficienti, non di brevetti o di neolaureati, ma la percentuale più alta a livello mondiale di schiavi. Anche questa è la globalizzazione e rientra nelle conseguenze degenerative di una disoccupazione senza regole, di una ‘disumanizzazione’ che pare non voler mai aver fine.

Sono circa 30 milioni le persone che in tutto il mondo vivono in condizioni di schiavitù. Di queste, 21 milioni sono costretti ai lavori forzati.

India, Cina, Pakistan e Nigeria detengono il record della schiavitù moderna mondiale con i ¾ del totale e in questo numero è compreso anche il costume dei matrimoni combinati con le spose bambine. Per avere un’idea della quantità, per l’India si parta di 14 milioni di individui.

La classifica in percentuale dei peggiori dieci vede al primo posto la Mauritania e a seguire Haiti, Pakistan, India, Nepal Moldavia, Benin, Costa d’Avorio, Gambia, Gabon.

La statistica del vergogna, una vera e propria ‘colonna infame’, è opera dell’organizzazione per i diritti Walk Free Foundation che ha redatto per la prima volta il Global Slavery Index, l’indice di schiavitù globale, con una ricerca su 162 Paesi del mondo. L’indice di schiavitù fa luce sugli angoli bui di Paesi emergenti e in alcuni casi conferma quello che fino a oggi erano solo informazioni giornalistiche come, ad esempio, quelle sul Pakistan, rese note dai libri di Khaled Hosseini.

I numeri. La Mauritania si aggiudica il suo record negativo con oltre 151 mila schiavi su una popolazione di 3.796.141 abitanti.

Ma è tutta l’Africa, che ancora porta le cicatrici della antica colonizzazione fatta essenzialmente di schiavitù, e che oggi registra pesantemente il fenomeno della tratta di esseri umani e dei lavori forzati. In Sud Africa, sono stati calcolati 44.545 schiavi su una popolazione totale di 51.189.307. Tutto sommato poco, un decimo del Congo dove gli schiavi sono quasi mezzo milione su una popolazione di poco superiore a quella sudafricana, con circa 66 milioni di abitanti.

La ‘colonna infame’ della schiavitù non ammette eccezioni. Ci sono gli Stati Uniti con 59.644 persone, ma pure il migliaio della civilissima Svizzera.

Così neppure i Paesi di moderna civilizzazione e altamente sviluppati, non si salvano da questa piaga. Sono di poche settimane fa i dati relativi all’UE, con quasi un milione di persone ridotte in schiavitù, prevalentemente immigrati dal terzo mondo, ma anche dagli ex Paesi del blocco sovietico, e nella stragrande maggioranza donne avviate alla prostituzione o bambini costretti all’accattonaggio.

Se andiamo in fondo alla classifica troviamo i ‘migliori’ dieci, Paesi dove tutto sommato il fenomeno può definirsi fisiologico, compreso nell’ambito della criminalità comune e non certo elemento di sistema. La Danimarca è al 150.mo posto, a pari con Finlandia, Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Svizzera e ultimi al 160.mo posto, Gran Bretagna, Irlanda e Islanda.

E l’Italia? Il nostro Paese è al 132.mo posto, dopo il Giappone (130.mo), ma prima degli Stati Uniti (134.mo). Qui hanno registrato 7.919 ‘schiavi’ su 61 milioni di abitanti nonostante ci siano norme severissime del codice penale per colpire il fenomeno.

Leggi a parte che possono reprimere, restano le cause da estirpare e le cause sono sempre le stesse: sete di denaro e desiderio sfrenato di potere assoluto sul prossimo. Così la manodopera a basso costo fa gola a troppi imprenditori avidi di successo e di soldi che senza scrupoli non si accontentano di lavoro sottopagato, ma arrivano a pretenderlo in cambio di un misero sostentamento. E poi i fenomeni terribili della prostituzione, dell’accattonaggio, dei bambini costretti a rubare perché non sono perseguibili per legge. In fin dei conti nel XXI secolo ci scopriamo assai meno civili di come ci piace dipingerci.

Barbara Conti

La ‘colonna infame’ della schiavitù non ammette eccezioni. Ci sono gli Stati Uniti 59.644 persone, ma pure il migliaio della civilissima Svizzera.

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