giovedì, 28 Maggio, 2020

Scienza o pseudoscienza? Come sconfiggere le fake news

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La pseudoscienza è un despota tale che fino ad oggi non se n’erano ancora conosciuti. Un despota che ha i suoi sacerdoti e i suoi schiavi. (Fëdor Dostoevskij, I demoni)

Fake news, bufale, demagogie, menzogne, inganni e ciarlatani, una moltitudine senza scrupoli pronta a servire il despota dostoevskiano.
Ogni giorno siamo sedotti da questa moltitudine apparentemente amorfa, senza forma.
Essa suscita un enorme fascino nella nostra società, grazie al “sapere” che ci offre, pronto e immediato, senza filtri logici, privo di ogni verifica sperimentale.
si pretende di avere risposte precise e originali a determinate domande e di possedere certezze senza tenere conto della natura del metodo utilizzato. Viene meno dunque, la differenza tra cose possibili e cose impossibili.
La pseudoscienza infatti prolifera nel regno della disonesta possibilità, ma non nella onesta fattualità.
Una cosa possibile non è per questo probabile, né dimostra automaticamente la sua esistenza. il comportamento intellettuale corretto, non è capire cosa sia teoricamente possibile, ma cosa è materialmente probabile: ossia, quali teorie hanno effettivi legami con la natura e la realtà in tutto ciò che possiamo pensare.
È evidente quindi che gli atteggiamenti pseudoscientifici non sono dovuti solo a un mancato uso corretto del ragionamento scientifico(sperimentale)-razionale , ma sono soprattutto causati da una mancanza di una corretta e scientifica informazione.
La scienza richiede una certa meticolosità e integrità sperimentale e tecnica oltre che una aderenza di tipo mente-mondo e mondo-mente.
Nel momento in cui si elabora una teoria o quando si effettua un esperimento è necessario infatti riferire tutto ciò che potrebbe invalidarlo e non soltanto ciò che potrebbe sembrare corretto. È necessario fornire informazioni precise affinché gli altri scienziati possano ripetere l’esperimento per scoprirne la validità.
Non esiste sapere occulto nella scienza, ma solo sapere pubblico, accessibile potenzialmente da chiunque sappia riconoscere un fatto scientifico.
Ed è qui che si può capire come sconfiggere e combattere il proliferare di fake news. La comunità scientifica e le istituzioni dovrebbero impegnarsi affinché la popolazione raggiunga non la tanto agognata “alfabetizzazione scientifica” ma la più utile “consapevolezza scientifica”, una comprensione di che cosa è la scienza e di che cosa significa “stabilire un fatto scientifico”. Detto altrimenti, si dovrebbero basare le opinioni su fatti ed evidenze osservabili piuttosto che su pregiudizi o assunzioni e capire relazioni di causa-effetto e comprendere come la scienza viene costruita (nozione di “teoria scientifica” e di ” fatto scientifico”).
In questa lotta per la consapevolezza scientifica però non bisogna aspettarsi che siano gli scienziati a battersi contro affermazioni che loro considerano assurdità, vista la crescente e direi fisiologica poca autorità della comunità scientifica nei confronti di chi non possiedi quegli strumenti concettuali e culturali per operare un confronto dialettico. Per ottenere un cambiamento si deve invece poggiare nella didattica delle scienze.
E’ quindi dagli insegnanti, dalla scuola, dagli istituti di divulgazione scientifica insieme alle istituzioni , e non solo dagli scienziati , che ci si può attendere un contributo sensibile alla corretta definizione dei confini tra scienza e pseudoscienza nelle coscienze individuali e collettive.
È bene che sia chiaro dunque che è sicuramente importante battersi contro chi usa diffondere speranze o credenze scientificamente infondate (che spesso sono una risposta alla ancestrale ansia dogmatica insita nell’uomo), ma lo è ancora di più chiarire la sostanziale differenza tra credenze e fatti scientificamente accertati.
E questo sforzo sarà tanto più efficace quanto più si punterà su una didattica di tipo formativo piuttosto che su una di tipo specialistico, sulle metodologie scientifiche piuttosto che sui contenuti disciplinari.
È necessario dunque elaborare un’immagine più essenziale del mondo in cui si vive e questo compito spetta in primo luogo alla scuola che ha la grande missione, oggi più che mai, di educare i giovani ai procedimenti e all’etica della scienza.
In sintesi, ripensare il mondo della scuola e la didattica scientifico-culturale in un’ottica che sia orientata più sulla divulgazione, sullo studio del metodo scientifico e sulla natura storica e operativa della scienza è quindi una missione dalla quale nessuna liberal democrazia può esimersi dal compiere.
La pena? il progressivo ed irreversibile arretramento nel campo delle libertà e dei diritti individuali e collettivi. Perché se cede il rigore metodologico della scienza e il progresso scientifico, con la sua umana e sacrosanta riformabilità, cade la libertà.

Valerio Canonico
Responsabile Formazione FGS Roma Circolo Carlo Alberto Rosselli

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