mercoledì, 21 Ottobre, 2020

Scienziati in confusione

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Quello che non mi ha convinto e tuttora mi suscita fondate perplessità nella posizione dei virologi e degli scienziati italiani é il passaggio dal minimalismo iniziale a un sostanziale pessimismo cosmico, sia pure tra molte distinzioni e divisioni. Anzi, gli stessi che oggi lanciano allarmi anche a seguito delle consistenti riduzioni di contagio del virus sono gli stessi che si erano esibiti in tranquillizzanti previsioni. Diciamo pure i loro nomi. Parliamo di Burioni, di Galli, di Ilaria Capua, della dottoressa Gismondo. Burioni il 2 febbraio 2020 a Che tempo che fa di Fazio dichiarava: “ In Italia il rischio é zero, il virus non circola. Questo non avviene per caso: avviene perché si stanno prendendo delle precauzioni”. La sua revisione risale ad inizio epidemia. Il professor Massimo Galli, l’esimio direttore e specialista del Sacco di Milano, il 10 febbraio in un video dichiarava testualmente: “La malattia da noi difficilmente potrà diffondersi”. Ilaria Capua, che dirige l’One Health Center of Excellence dell’Università della Florida, il 25 febbraio aveva sostenuto a proposito del coronavirus: “Possiamo dire ad oggi che non si presenta come un virus aggressivo”. Per l’esimia virologa si trattava solo di una “simil influenza”. Ancora più esplicita la dottoressa Gismondo che ha paragonato il coronavirus a una influenza con minore effetti ferali e per questo fu richiamata all’ordine dallo stesso Burioni, che poco prima aveva sostenuto più o meno la stessa cosa, e definita sarcasticamente “la signora del Sacco”. Tutto all’opposto oggi. Dal minimalismo al pessimismo cosmico leopardiano il passaggio per costoro é stato assai rapido. Mentre il presidente dei virologi italiani professor Analdo Caruso annuncia ufficialmente che in base alle sue ricerche scientifiche il virus si é indebolito, ha perso forza e aggressività, i suddetti lo negano decisamente. Eppure basta vedere l’iter dei nuovi malati. Sono quasi tutti asintomatici e con sintomi lievi. “Ancora oggi ricoveriamo dei novantenni, ma se la cavano con forme lievi, non rischiano la vita — dice Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell’Ospedale San Martino di Genova —. È una sensazione di pancia, ma basata su una quotidianità che a marzo e aprile è stata pesantissima e oggi è cambiata”. Ma per il professor Giorgio Palù, presidente della società italiana ed europea di virologia “é scientifico solo quello che é pubblicato”. Il che ricorda coloro che non credevano alla fine della guerra non perché non c’erano più bombardamenti ma perché  non era stato pubblicato il trattato di pace. Ovviamente ai minimalisti della prima ora non pare vero. Massimo Galli che si fida di più di un’indagine cinese che di quella del suo presidente sostiene che il virus non sia sostanzialmente cambiato e così Ilaria Capua dalle lontane Americhe. La signora del Sacco adesso, e con lei la Capua, negano anche che il caldo lo possa attenuare e già parlano, ben sorrette da quel coacervo di benpensanti che costituiscono il comitato scientifico del ministero, di una possibile, perfino certa, nuova ondata epidemica in autunno. Il professor Guido Silvestri, dell’Emory University di Atlanta, sostiene che il virus é ormai in ritirata e che forse non ci sarà bisogno di un vaccino, perfino che il lock dawn può essere stato eccessivo e financo dannoso. Ma il blocco degli ex minimalisti reagisce sdegnato. Noi umani non abbiamo più il senso della misura. Per tornare al metodo sperimentale d’impronta galileiana, sappiamo che una tesi scientifica per essere valida deve essere dimostrata. E suggeriamo lorsignori di fornirci i seguenti dati: quanti, tra i contagiati degli ultimi quindici venti giorni, sono morti? Quanti sono stati ricoverati in terapia intensiva? Quali sono le novità terapeutiche introdotte nell’ultimo mese? E in base a questo suggeriamo di valutare la pericolosità o meno del virus nella nuova portata. Pretendiamo troppo? O i nuovi mezzi busti televisivi, odierni eroi delle nostre serate, hanno intenzione di prenderci ancora e per molto tempo per il naso?

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Riguardo l'Autore

Mauro Del Bue

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