giovedì, 19 Settembre, 2019

Scipione Roma
A volte ritornano. Risposta all’intervista di D’Alema

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Leggo l’intervista a D’Alema sull’HuffPost di martedì 10 e trasecolo. Si parte dal titolo: “con i 5 stelle bisogna far politica”. Mah. Sarà una sindrome tutta Made in Puglia; sarà una nuova forma di demenza senile pensare di poter dialogare con giustizialisti, antieuropeisti, no vax, eterodiretti. Poi c’è l’ossessione Renzi. Credo che quello che a D’Alema brucia di più e causa prima del suo ‘disturbo’ ossessivo contro l’ex Presidente del Consiglio sia la mancata nomina a commissario UE, parte integrante dell’accordo per defenestrare Enrico Letta da Palazzo Chigi. In sintesi Renzi lo ha preso per il culo usando i suoi stessi strumenti.

Ma torniamo all’oggi: “il Pd doveva fare come abbiamo fatto noi nel 1994 (dopo lo schianto della gloriosa macchina da guerra di Occhetto) e cioè “ facemmo politica verso la Lega, incuneandoci nell’alleanza tra Bossi e Berlusconi. (Dividi et impera). È storia, diciamo!

Così come è storia la crisi seguita alla vittoria del 1996, con D’Alema che dà la prima lezione di alta politica a Renzi, defenestrando Prodi; che per accreditarsi presso le cancellerie europee e il blocco filo Atlantico partecipa alla guerra nei Balcani; poi in un un crescendo sinfonico si elige a Padre Costituente e per inseguire la Lega di Bossi-Maroni sul terreno del federalismo, vara una riforma Costituzionale che di fatto distrugge l’unità nazionale (Governatori- ampliamento delle Competenze esclusive delle regioni – federalismo scimmiottato – conflitti tra poteri dello Stato). Nel mentre – sempre nel 20ennio attraversato dal lider Maximo – passa da una sigla all’altra PDS-DS; da un contenitore all’altro (Ulivo-Unione); fa il Socialista fuori Italia e fuori Europa (PSE-Internazionale Socialista-FEPS) ma si guarda bene dal dirlo in Italia, non deve saperlo nessuno, e anzi la morte di Craxi in esilio ad Hammamet – fa cadere ogni velo di ipocrisia.

Poi la Terza Via, Blair, Clinton tutto bello. Peccato però che in Italia l’unico progetto che tiene unità la ‘Sinistra’ è l’odio nei confronti di Berlusconi. Ed ecco allora che le migliori intellighenzie di sinistra – guidate dal duo Flores d’Arcais/Scalfari – si inventano una supercaxxola al giorno per tenere viva la fiammella dell’odio di classe. Scioperi a comando; girotondini e girotondisti in Rolex che urlano al conflitto di interesse; popolo viola; una saldatura con una certa magistratura politicizzata che garantisce sicurezza;

la scelta infine – in piena fase post ulivista a guida veltroniana – di preferire l’alleanza con Tonino Di Pietro (uomo di destra), tenendo fuori noi Socialisti.

Ecco perché ora si sente fottuto!! si chiederà: caxxo dopo tutto quello che ho fatto per alimentare il populismo, la mia creatura ora la guida un comico, e io fuori dal Parlamento?

Renzi avrà fatto tanti errori – da Segretario del PD e da Premier – ma la classe dirigente con cui ha dovuto confrontarsi è sempre quella della ‘gloriosa macchina da guerra’ anzi quella pre-caduta muro di Berlino. E quella – ahimè – è sempre lì: intonsa!!!

Alla domanda: “nel PD chi viene dalla sua stessa storia balbetta, Leu è irrilevante. È la prima volta che quella cultura non esprime più un nucleo vitale”. D’Alema risponde: “Quella cultura non si è incarnata in una nuova generazione. È tramontata nella nostra senza trovare una nuova carica e una capacità di reinventarsi”. Ecco: è l’unico passaggio che ho apprezzato di questa intervista. Aggiungo: vivaddio!!!

Caro D’Alema, se siamo a fronteggiare una destra conservatrice e pericolosa, dalle caratteristiche simili a quelle del 20ennio, è perché avete cercato di raggiungere il potere attraverso la scorciatoia giudiziaria, non facendo i conti con la vostra storia e soprattutto con la presunzione di occupare uno spazio – quello del PSI – che non sarà mai vostro. “Pensavamo di veder passare i cadaveri dei nostri avversari. Abbiamo, invece, visto passare i pezzi del nostro ordinamento costituzionale“. (Cit.).

Scipione Roma
Resp. Social Network PSI

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