domenica, 22 Settembre, 2019

SCONTRO SUI MIGRANTI

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Scontro continuo nella maggioranza. Il limite della decenza è stato superato da un pezzo, ma i protagonisti del governo del cambiamento non se ne curano e anzi continuano nell’imbarazzante battibecco.

Il leghista e membro del Governo, Giorgetti, in una intervista ha messo in discussione la imparzialità del presidente del Consiglio il quale non la ha presa tanto bene. Quando la “dialettica elettorale” trascende e mette in discussione l’imparzialità del presidente del Consiglio “la cosa non è grave, è gravissima”, è stato il commento di Giuseppe Conte. “Vorrei chiarire – ha aggiunto Conte – che il presidente del Consiglio sin da quando è iniziata la competizione elettorale non si è assolutamente lasciato coinvolgere, sono sempre stato al di fuori della dialettica, non troverete mai una mia dichiarazione o posizione a favore dell’una o dell’altra parte politica”. Tuttavia la risposta di Giorgetti è andata oltre è ha paventato la fine della collaborazione tre Lega e Cinque Stelle: “Per stare al governo – ha detto – serve pazienza e moderazione. Noi pazientiamo, sopportiamo ma dal 26 maggio, finita la campagna elettorale, o ci si mette a lavorare seriamente con affiatamento oppure ognuno a casa sua. Senza polemica”.

Stasera in consiglio dei ministri sarà probabilmente luogo di nuovo scontro con un nulla di fatto per evitare una rottura proprio alla vigilia delle elezioni europee. Una prima parte de Cdm è durata meno di mezz’ora e poi rimandata per gli impegni elettorali dei ministri tra cui il vicepremier Di Maio che non ha perso l’occasione per attaccare il “decreto sicurezza bis” tanto caro a Salvini. “Vediamo se ci sono le norme sui rimpatri, perché il ministero dell’Interno mica ce l’ha fatto leggere. Lo porta oggi in cdm per la prima volta, vedremo cosa c’è scritto”. “Se ci sono dentro le norme sui rimpatri io sono d’accordo, se ci sono i soldi e le norme per permettere all’Italia di avviare gli accordi sul rimpatrio di decine e centinaia di migliaia di migranti presenti in Italia sono altrettanto d’accordo – dice ancora Di Maio -. Se invece deve essere una trovata elettorale senza la sostanza allora vuol dire che si stanno prendendo in giro gli italiani”.  Di Maio prosegue: “Non capisco questa ossessione sui ricollocamenti. Fino a ieri andavano bene e oggi che li facciamo, per Salvini non vanno più bene. Sta emergendo una verità: ci avviamo a risolvere il problema migranti e la Lega va nel pallone, perché non ha più argomenti. Se i ricollocamenti funzionano, loro di che parlano? Ormai sono un disco rotto, monotematici, parlano solo di migranti e quando non sanno che dire la sparano. Mi auguro che dopo il 26 maggio tornino normali”, aggiunge il capo politico M5s.

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