martedì, 18 Giugno, 2019

SCONTRO SULLA GIUSTIZIA

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Magistrati-Buemi

“Il relatore deve tener conto del parere della maggioranza, non è detto che continui a farlo”. È quanto sottolinea il socialista Enrico Buemi, relatore del ddl sulla responsabilità civile dei magistrati esprimendo “perplessità” sui tre emendamenti proposti dal governo, a margine dei lavori in commissione Giustizia al Senato.

“Nel momento in cui in questo Paese il Senato si autoriforma e si intaccano i diritti acquisiti dei lavoratori il fatto che ci sia solo un’area che non possa essere sottoposta ad una riforma deve far riflettere” ha spiegato Buemi ai cronisti confermando che il termine per i sub emendamenti scade giovedì prossimo alle ore 16.

Ma cosa è successo? Semplicemente che in commissione Giustizia al Senato il governo ha presentato un emendamento sulla responsabilità civile dei magistrati che riformula il testo all’esame. Con la proposta si prevede la responsabilità indiretta delle toghe, e si ridurrebbero i casi previsti, attraverso l’eliminazione dell’udienza filtro per l’ammissibilità, e i casi in cui è mancata la valutazione del fatto e della prova. La modifica del governo innalzerebbe inoltre da 1/5 a 1/3 la quota di stipendio dei magistrati che dovrebbe essere trattenuta in caso di responsabilità accertata. La commissione ha stabilito per la giornata di giovedì 30 ottobre il limite di tempo per presentare i subemendamenti.

E sulla possibilità che domani sul processo civile sia posta la fiducia in aula, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, detto che “è una possibilità”. A questo punto è arrivata la reazione di Enrico Buemi che ha poi aggiunto che “sulle fattispecie, la legge Vassalli era più circostanziata”. Critiche anche dal presidente della commissione Giustizia del Senato, Francesco Nitto Palma che ha sottolineato come “il presidente Renzi ha ripetutamente detto che chi sbaglia paga. Ma con gli emendamenti del governo c’è una retrocessione rispetto alla legge Vassalli in merito alla responsabilità civile dei magistrati”. Dello stesso tenore le parole del Senatore azzurro Lucio Malan secondo il quale sono stati fatti “passi indietro rispetto alla disciplina attuale che di fatto garantisce l’impunità ai magistrati”.

Il Guardasigilli ha però replicato alle critiche. “Lavoreremo in modo aperto – ha detto il ministro Orlando – tenendo conto delle proposte emerse anche oggi, ma affermeremo la linea del nostro testo di legge, all’interno del quale c’è un equilibrio che migliora l’attuale normativa. Non voglio polemizzare con il relatore Buemi, ma il ddl del governo è pubblico dal 29 agosto: se si voleva tenerne conto, c’era il tempo e il modo di farlo. Stiamo prendendo un testo per la coda. Avremmo voluto che si tenesse conto del nostro testo fin dall’inizio dei lavori della commissione, ma il testo del governo è arrivato dopo il voto di alcuni articoli sul ddl parlamentare. Questo oggettivamente crea elementi di disarmonia – ha aggiunto Orlando – sottolineando la necessità di portare avanti lo sforzo di cercare con i subemendamenti di migliorare, armonizzare e arricchire il testo “.

Nella giornata di oggi si è votato anche per l’emendamento Pini alla Camera. È un emendamento alla legge comunitaria che mirava a introdurre la responsabilità civile dei magistrati e che è stato respinto con voto segreto con 365 no e 126 sì (tre gli astenuti). Contrario anche il M5S che ha votato con la maggioranza. Per i socialisti è intervenuto Marco Di Lello a nome dei parlamentari socialisti, motivando il voto di astensione putr trattandosi di un voto segreto. “Noi l’altra volta – ha spiegato il capogruppo del PSI – abbiamo votato a favore perché consideriamo l’attuazione delle risultanze del referendum dell’87 (sulla responsabilità civile dei magistrati) un obiettivo di civiltà. Preso atto però che contemporaneamente è in discussione al Senato una proposta di legge organica sulla materia noi oggi ci asteniamo sull’emendamento senza venir meno ai nostri principi”.

Redazione Avanti!

 

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