lunedì, 25 Gennaio, 2021

Scrive Adalberto Andreani:
Rieti”L’ultimo dei Moicani”

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Caro Direttore,
“The last of the mohicans” è un romanzo scritto da James Fenimore Cooper pubblicato nel 1826. In questo senso Trump oggi può essere considerato uno degli “ultimi dei moicani”, essendo l’estremo portatore di un vecchio assetto e sistema, scaturito dalla 2a Guerra Mondiale, di contrapposizione più formale che di sostanza tra il polo occidentale e quello russo. Non v’è dubbio che questo equilibrio ha retto le sorti del mondo per molti decenni. Poi è arrivato Obama (il primo nero Presidente alla Casa Bianca) e subito dopo il contraccolpo conservatore con Trump. Poi la storia è nota, di fronte al Coronavirus ed alla Cina si sono sgretolate le certezze anche militari USA e dell’Occidente. Probabilmente è anche per questo motivo che le ultime elezioni americane sono state vinte da Biden, politico un po’ anonimo, nella norma, con alle spalle due o tre tragedie personali e familiari tremende; un brav’uomo, insomma, ormai alla soglia degli ottant’anni d’età. Certamente sul piano sociale (per la sua storia pregressa) meno individualista del suo predecessore. Dunque, quando sembrava tutto perso, come sempre avviene nella storia del progresso dell’uomo, emergono i Papa Giovanni XXIII ed i Kennedy ed oggi…Papa Francesco e Biden. Nei momenti difficili della Storia, all’uomo si presenta sempre la soluzione. Trump ha dimostrato che l’egoismo paga fino a un certo punto. Come spesso rammenta Bergoglio citando Gesù, che rispondeva ad una domanda a trabocchetto sulla liceità del tributo a Cesare (un pagano): “Date a Cesare…”, in definitiva ogni Autorità può servire al bene di tutti…Mi pare ciò che si ripropone di fare l’umile Presidente Biden, laddove non sono riusciti “gli ultimi dei moicani”, Trump e Putin, dotatisi delle più sofisticate armi nucleari, ma disarmati difronte ad un piccolo ma micidiale virus.

 

Adalberto Andreani 

Rieti

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