lunedì, 30 Marzo, 2020

Scrive Adalberto Andreani:
Una domanda ai forcaioli sulla prescrizione

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Caro direttore,
rimango stupito dalla virulenza (inversamente) pari alla pochezza, scarsezza intellettuale degli interlocutori che si scontrano e si scannano nel dibattere l’istituto della prescrizione dei reati. Premesso che tutti i grandi giuristi, almeno quelli di un tempo come il socialista Giuliano Vassalli, erano concordi circa la inutilità di esercitare la funzione repressiva dello Stato dopo il decorso di un certo arco temporale dalla commissione dell’illecito. Premesso pure che poi tutte queste preoccupazioni alquanto forcaiole, paiono infondate se si pensa che per esempio un omicidio stradale semplice, in forza del raddoppio si prescrive in ben 14 anni!

Ciò premesso mi pongo una domanda e pongo una domanda ai “cosidetti forcaioli”. L’articolo 157 del codice penale, stabilisce già attualmente, che la prescrizione non estingue i reati per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo, anche come effetto dell’applicazione di circostanze aggravanti. Allora perché i cosiddetti “giustizialisti”, esistendo già la norma di riferimento cioè l’articolo 157 del codice penale, non fanno utilmente uno sforzo mentale di studio, invece che andare in Tv a farsi pubblicità, ed individuare specificatamente una serie, un elenco di reati per cui, restando all’interno della nostra Costituzione della Repubblica, si individuano una serie tassativa di illeciti esclusi dalla prescrizione, riservando, invece ai reati di media portata e minori la possibilità della estinzione degli stessi col lavoro per la società e la collettività?

avv. Adalberto Andreani
Rieti

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