martedì, 22 Ottobre, 2019

Scrive Andrea Frizzera:
Una nuova opposizione, un’occasione per il Psi

1

Ho letto con interesse l’articolo di Mara Carfagna sul Foglio di oggi. Grazie al governo giallo-rosso, Forza Italia può giocare un ruolo importante per ricostruire il centro destra.

Mi chiedo se anche per i socialisti, come scritto da Mauro Del Bue e Ugo Intini, questa situazione politica non costituisca un’occasione per rifondare un’area critica nel centrosinistra che appoggi il governo sui singoli provvedimenti ma che abbia le mani libere per edificare un’opposizione in grado di costruire un soggetto che intercetti la cultura socialista, liberale, laica, ecologista e garantista e che non si riconosce nelle anime che probabilmente comporranno il futuro governo. Liberi e Uguali sarà della partita con il Pd e i Cinque Stelle, lasciando così scoperta un’area a sinistra alternativa alla cultura giallo-rossa che necessita di una rappresentanza. Per contro, due soggetti liberali e riformisti come +Europa e Calenda annunciano il loro scetticismo verso le premesse ideologiche e i risvolti politici che potrebbero caratterizzare la futura opposizione di governo. Senza contare, poi, che fuori dal parlamento sta un soggetto ecologista che alle ultime elezioni europee ha preso il 2,3%.

È vero, la rappresentanza dei socialisti in parlamento non conta su grandi forze numeriche, e una nuova maggioranza probabilmente ci sarà, con o senza i voti dei socialisti. Ma non sarebbe a maggior ragione auspicabile concentrare le nostre energie nella costruzione di un laboratorio critico che, seppur partendo piccolo, ha la possibilità di intercettare larghe fette di elettorato inattivo che ha bisogno di essere nuovamente motivato a recarsi, in futuro, alle urne? Un elettorato che sì, al pericolo di elezioni plebiscitarie verso un uomo che ha chiesto pieni poteri ha preferito giustamente la tenuta del parlamento fino a fine legislatura, ma che, verosimilmente, non riuscirà a sentirsi rappresentato nemmeno dall’ircocervo giallo-rosso?

Lo spazio c’è, enorme. Le idee pure. Chi se non noi? Quando, se non ora?

Andrea Frizzera

Condividi.

Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Se non ho frainteso il senso di questa lettera, mi par di capire che si vorrebbe occupare un’area di sinistra-sinistra, che viene lasciata scoperta, e mi chiedo come sia possibile che a farlo sia un soggetto liberal-socialista, quale dovrebbe essere l’odierno PSI, tanto da avere tutt’altra visione delle cose, ossia una visione di segno riformista.

    A me sembrerebbe di intravvedervi una certa qual contraddizione, ma possiamo forse spiegarcelo col fatto che vi siano oggi socialisti dal sentire massimalista, che hanno cioè fatto una retromarcia, o una netta inversione di percorso, rispetto a quello che durante tutti questi anni ci aveva portato ad abbracciare inequivocabilmente le tesi riformiste.

    Mi par poi di scorgere una seconda contraddizione nel fatto che si faccia affidamento su altri “due soggetti liberali e riformisti”, ai quali si andrebbe dunque “a rimorchio”, soggetti di nuova se non nuovissima formazione, mentre gli alfieri della cultura liberal-riformista dovrebbero essere i socialisti, visto che se la sono guadagnata nel corso del tempo.

    Infine, se si ritiene che il voto avrebbe potuto portare ad “elezioni plebiscitarie verso un uomo che ha chiesto pieni poteri”, significa che gli umori del Paese guardano con simpatia alla sua azione politica, e di questo dovrebbe tener pragmaticamente conto chi vorrebbe “caratterizzare la futura opposizione di governo”, nel senso che si fa fatica ad immaginare un’alternativa di governo spostata su posizioni di sinistra-sinistra.

    Paolo B. 31.08.2019

Leave A Reply