mercoledì, 13 Novembre, 2019

Scrive Andrea Padovani:
È il tempo per (ri)costruire

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Caro direttore
ho avuto modo di leggere diversi post e commenti sui recenti fatti relativi alla costituzione del gruppo PSI-Italia Viva e non dico, anche perché non riesco, quali sensazioni ho provato.

Li abbiamo votati, abbiamo ascoltato le loro riflessioni, abbiamo condiviso le loro idee e la loro capacità di ragionamento, ne abbiamo sempre apprezzato la loro visione e la capacità di misurarsi con problematiche complesse, poi li abbiamo attesi, invocati, abbiamo implorato un loro «ritorno», abbiamo ritenuto giusti i loro interventi… e finalmente sono arrivati, Claudio e Rino due compagni ai quali riconosciamo tutti le indubbie capacità politiche e che ieri, con un comunicato, hanno rianimato la casa socialista tenuta viva da altri, quella casa socialista che oggi in qualche modo è rappresentata da chi c’è, da chi è rimasto, e parlo di Enzo, Mauro, Bobo, Riccardo e tanti altri ai quali va dato atto di aver mantenuta viva questa fiammella, altrimenti non ci sentiremmo oggi cosi presi a prendere posizioni sui recenti fatti relativi alla creazione del gruppo parlamentare PSI-Italia Viva.

E se è così mi chiedo e vi chiedo se non sia questo lo spazio socialista che abbiamo sempre cercato ma che non abbiamo mai costruito, uno spazio virtuale, in cui le ragioni del socialismo vengono sopraffatte da altro.
Relativamente al comunicato di Claudio e Rino, in un contesto diverso potremmo dire: «ok condividiamo, è giusto», ma quale altra soluzione ci proponete?

Quando Bobo Craxi dice che dopo tutto «…il resto dipende da noi», c’è una grande verità e da un punto di vista personale mi piacerebbe che il confronto e il rapporto di un’antica amicizia espresso nello scritto di Mauro Del Bue possano ritornare all’interno del partito.
La nostra storia la stiamo consegnando a tutti, di socialismo, di merito, di giustizia sociale, di idee, di uomini (Nenni, Pertini, Saragat) se ne stanno appropriando tutti, non riusciamo nemmeno a indignarci e a riprenderci quello che è nostro.

Insomma, questa voglia, questi numerosi commenti dispersi in uno spazio alterato da mille contraddizioni, perché non vengono ricondotti in quella casa socialista che è l’unica cosa che ci appartiene veramente, altrimenti tutte le riflessioni e soprattutto le critiche vuol dire che sono funzionali ad altro, ma di altro sinceramente non ne ha bisogno nessuno, avremmo bisogno di un’altra politica, di progetti, di idee e di istanze che vengono portate davanti ai cittadini, all’opinione pubblica, avremmo bisogno di uscire definitivamente da questa diaspora e ritrovare un momento di confronto comune sui temi per i quali abbiamo sempre avuto la capacità di anticipare quello che succedeva nella nostra società.

Da questo punto di vista i fatti recenti sono un’occasione per riannodare quei fili di cui tempo fa ha scritto Claudio con la consapevolezza che non è tempo di avere ma è il tempo per (ri)costruire.

Un carissimo saluto

Andrea Padovani
Consigliere Comunale Castelvecchio Subequo (AQ)

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