sabato, 11 Luglio, 2020

Scrive Benedetto Di Mambro:
Scherziamoci su per non doverci piangere

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Sembra che sia vero. Chissà? Spero di no! La notizia, se vera, ha dell’incredibile. Mettiamole sul probabile ma sono voci orride. Nel 2020 ancora c’è chi ha talmente gli occhi guerci da credere e far credere che l’Italia sia nata con il Partito Comunista. L’incredibile fatto storia distorta per dare ancora più forza ad una Destra italiana reazionaria e pericolosa. Questi vetero comunisti del XXI secolo, nostalgici di un passato che per fortuna non divenne mai di color rosso sangue, non se ne rendono conto e stanno addirittura pensando di organizzare una grande “Festa Nazionale dell’Unità” con i soldi del Bilancio dello Stato, cioè con i soldi di tutti gli ignari abitanti della nostra Penisola.

Il “grande partito di massa, di lotta e di governo”, LeU (Liberi e Uguali: liberi da chi e uguali a chi?), per voce del Senatore Vasco Errani, presenta un emendamento alla Finanziaria per destinare 200 mila euro, dello Stato, per festeggiare il centesimo anniversario della sciagurata nascita del Partito Comunista d’Italia divenuto poi Partito Comunista Italiano. Una cosa che ha dell’orrido e della grande mancanza di rispetto nei confronti del 98% dei non comunisti “liberi e uguali” e mettiamo pure circa l’85% dei non comunisti in totale (gran parte del PD e poi i socialisti, i verdi, i radicali e infine, da contare pure, oltre il 40% che vota a Destra). I soldi dello Stato per pagare la Festa a quel 2% di Comunisti di Liberi e Uguali (Errani, Speranza, Bersani & company)!!!! Roba da pazzi!! Vogliamo parlare di questo eccezionale anniversario?

Bene. Il 14 agosto 1892 nasce a Genova il Partito Socialista Italiano ad opera di Filippo Turati, Claudio Treves e Leonida Bissolati. Lentamente la “classe operaia” entra in Parlamento. Prima 7 deputati, poi 15, poi 25, poi 52 nel 1913 e quindi 156 nel 1919. Grande rappresentanza in un momento in cui da una parte, finita l’anno prima la Grande Guerra, in Italia perversa il malcontento per le promesse non mantenute e per la crisi economica e occupazionale, dall’altra, due anni prima, c’era stata la drammatica Rivoluzione Sovietica che il solo pensarci solleticava molti spiriti inquieti della sinistra oltranzista. Ma spiriti inquieti (e inquietanti) ce n’erano anche a destra, fra i nazionalisti ma anche fra i liberali. Poi a quel punto la grande idea: “facciamo come in Russia!!!” e nel 1921, contro il socialismo riformista di Turati, nasce il Partito Comunista d’Italia, quello che Errani, Speranza e Bersani vorrebbero festeggiare con i nostri soldi, per fare la rivoluzione in Italia così come l’avevano fatta i comunisti in Russia!

Gran bella idea! Problemi su problemi, crisi finanziaria, crisi occupazionale e quindi crisi politica: e a noi che ce ne frega? Viva la rivoluzione!!! Gli industriali, i latifondisti, i banchieri si spaventano, gli spiriti inquieti della destra diventano ancora più inquieti e….la frittata è fatta. Qualche fabbrichetta occupata nel nord-ovest, qualche campo di grano occupato in Romagna, qualche cantiere edile fermo in Toscana e poi più niente. La rivoluzione non è riuscita. Appena un anno dopo, la così detta Marcia su Roma e quindi il Fascismo. E noi dovremmo festeggiare l’anniversario della nascita del Partito Comunista Italiano? Quello della Rivoluzione che non ci fu mai e che dette la stura al Fascismo? Si sono bevuti il cervello.

Continuano a leggere la storia con gli occhi strabici…..se tutto fosse vero! Oggi questi onestuomini si dichiarano tutti riformisti: la strada giusta! Si sono resi conto che nel 1921 in qualcosa sbagliarono. Il Comunismo rivoluzionario era l’oppio di esaltati. A distanza di tempo si è fatto sempre più strada il Socialismo riformista! Cosa dovremmo festeggiare con i soldi dello Stato? Si parla di 400 mila o di 200 mila euro in Finanziaria. Spero che qualcuno metta i piedi per terra. Faremo festa anche il “mio” Partito Socialista? Per la Democrazia Cristiana o per suoi eredi? Per gli eredi del Movimento Sociale? L’Italia rialzò la testa e nacque con la Resistenza e la lotta al nazi-fascismo con tutte le forze democratiche alleate! Questa festa c’è già: è il 25 aprile di ogni anno. Ci riguarda tutti. A che pro spendere soldi pubblici per una festa di una parte della sinistra? Per far propaganda che poi alla fine va ad ingrossare fila e voti della Destra? Aprite gli occhi compagni che sbagliate sempre! Su dai, non scherziamo con i soldi pubblici, con i soldi del contribuente per non dispiacere a Errani e Speranza! 200 o 400 mila euro non sarebbe meglio spenderli , se proprio, per cose veramente utili per chi soffre la crisi? Altro che festa di Errani e Speranza!!

Benedetto Di Mambro
già Dirigente Sindacale Nazionale UIL

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