mercoledì, 8 Luglio, 2020

Scrive Celso Vassalini:
Bettino Craxi era di sinistra, e non era un latitante

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“Bettino Craxi era di sinistra, e non era un latitante. Non era il colpevole di tutto. Era il più importante di tutti. Per quello è diventato il capro espiatorio”.

Finito di vedere il film su Craxi e su tutto quel periodo. Ne sono rimasto molto positivamente sorpreso. Non solo per la interpretazione magistrale di Favino, ma anche perché Bettino non appare come un latitante ma un rifugiato in esilio. Si molto romanzato ma comunque traspare l’ingiustizia vissuta da Bettino e la sua forza di combattere.

E intanto si susseguono le interviste di ex compagni autorevoli di quel tempo. Hanno almeno un filo in comune: gli errori di Craxi, zero autocritica loro. Il che non significa che non furono fatti errori, ma mettere la croce solo sulle sue spalle è intollerabile.

Un modo come un altro per continuare a fuggire da una storia comune. Si percepisce la Politica come sua unica e sola ragione di vita, con solo una predilezione per Stefania che nel film si chiama Anita. Bellissimo il passaggio de nipote di Craxi che riproduce, con dei soldatini sulla spiaggia, Sigonella. Nel film si capisce che è stato lasciato solo e viene riprodotta la scena della lettera di Amato, non nominato, che Craxi accartoccia! Non ne esce bene Bobo, mentre Stefania è come è. Un film fatto bene da uno che certamente non può definirsi Craxiano ne tantomeno Socialista. Un film che apre numerosi interrogativi su quel funesto periodo e che in qualche modo affida l’inizio di una nuova riflessione sul craxismo su Craxi e su tutto quel periodo! Non è certamente una ricostruzione del Craxi politico, del concordato della scala mobile del caso Moro. Come già detto da numerose recensioni di addetti al lavoro tratta più del caso umano. Ma di un grande uomo Politico la cui caratura e statura non viene nascosta nel film! Avrei voglia di rivederlo! Favino ha magistralmente interpretato il dramma umano di un uomo che sa di essere il capro espiatorio di un sistema politico. “Mi vogliono morto”.

Celso Vassalini

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