mercoledì, 26 Febbraio, 2020

Scrive Celso Vassalini:
Maledetta chiamata…

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Gli incidenti stradali sono oramai “STRAGI”…
Siamo spesso capaci di indignarci quando arrivano notizie di incidenti dell’ennesima notte di festa trasformata in tragedia per colpa dell’ennesimo ubriaco-drogato alla guida e, compagni di viaggio sotto gli effetti di chissà quale merda di droga…
Ma poi, passato il clamore mediatico, tutto torna come prima e le famiglie delle vittime uniscono al dolore per la morte dei propri cari la beffa, di una giustizia ingiusta. Penso all’incubo delle madri e padri quando escono i loro figli è la materializzazione dell’incubo che legioni di genitori vivono ogni fine settimana, ogni estate. Figli e figlie adolescenti, o appena maggiorenni, cercano la loro identità è la loro libertà, ne hanno pieno diritto, da sempre è così. Ma subito dopo, perché negarlo, accanto alla felicità sgorga il fiume incontrollabile dei timori. Non è la fastidiosa retorica italica dei figli che sono «pezzi di cuore»: è la consapevolezza fredda e razionale dei mille, spaventosi imprevisti della contemporaneità. Finalmente ci siamo, il reato di omicidio stradale è legge, nello specifico, i delitti stradali sono considerati a pieno titolo reati di “allarme sociale”.
Ad essere onesto ho dei seri dubbi…!?
Guardando negli occhi le madri, i padri, gli amici di troppi ragazzi uccisi per strada a cui oggi va il mio pensiero. E una soddisfazione dare a tutti noi una legge giusta, sacrosanta, che prima di tutto vuole prevenire, impedire che ci si metta alla guida quando non si è in condizioni di farlo, far capire che in gioco c’è la vita. Punire severamente chi non si preoccupa di far male ad altri, in spregio delle regole del codice della strada.
Eppure continua l’emoragia di omicidi, ogni cinque anni si estinguesse completamente una città di 32.000 abitanti. Numeri che sfuggono spesso ai consueti bollettini di fine week-end, ma che fanno rabbrividire, soprattutto se guardati nel loro complesso. La strada resta infatti un killer feroce, capace di mietere silenziosamente in Italia, ogni anno, più vittime degli attentati alle Torri Gemelle di New York, dell’Aids e degli infortuni sul lavoro. Tuttavia rimane la necessità di un’adeguata opera di prevenzione e di educazione nonché una capillare campagna di sensibilizzazione con l’incremento dei controlli da parte delle forze di Polizia locali e nazionali e una consapevole responsabilità della buona messa sicurezza-manutenzione delle nostre strade, spesso trappole di morte.
Forse la soluzione che i Sindaci dovrebbero fare una coraggiosa ordinanza che tutti i locali, bar, discoteche nait e/o feste private cessino-chiudano per le ore 23.00…!?
Forse lo stato dovrebbe rendere obbligatorio nelle scuole anche la cultura della strada codice ecc…!?
Forse serve una La task force di esperti sociologi, psicologi dove ogni Sindaco di piccole o grandi Città si trovino per riflettere prima che le città man mano si svuotano…!?
No, no, no questa generazione secondo me, vive il complesso dell’immortalità, pensano come un app, accendere e spegnere…!
Bisogna rivedere la cultura dello sballo. Il benessere un fattore interiore da rivedere. Le pene severe non servono.
Voglio esprimere ancora una volta il mio sentitissimo grazie ai Vigili del Fuoco, volontari della Protezione civile, al 112 e, un sincero grazie anche ai poliziotti della stradale e soprattutto a tutti quei vigili e vigilesse delle nostre grandi e piccole città.
E un raro, sentito, grazie, al nostro legislatore per la Legge “reato stradale”..! E inevitabilmente, umanamente, dopo questo buio, si ricomincia ad aver dei dubbi che serve altro..!?

Celso Vassalini
Volontario Vicepresidente Aifos Protezione Civile

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