lunedì, 3 Agosto, 2020

Scrive Celso Vassalini:
Perché le chiese sconsacrate non possono essere riportate a nuova vita?

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Ho nella memoria una lunga colonna di mezzi militari che trasportavano fuori dalle città feretri delle vittime di coronavirus in seguito alla mancanza di spazi nei cimiteri cittadini per la loro giacenza. L’alto numero dei decessi, e l’enorme lavoro con file di feretri delle varie ditte funebri -per l’attesa dei tempi di cremazione- erano diventati troppo lunghi e ingestibili.

Molti parroci si sono adoperati per poter dare una collocazione dignitosa alle vittime del coronavirus e per collocare i nostri cari in un luogo sacro e non lasciarli depositati in freddi capannoni e posti di emergenza.

 

La Casa del Signore, è stata aperta e le porte delle chiese hanno potuto accogliere le bare in attesa della cremazione, cercando di ricavare spazi all’interno degli edifici religiosi. Insieme ai Don in prima linea nell’accompagnare i nostri cari defunti amorevolmente e cristianamente nei vari presidi sono stati coadiuvati e garantiti anche dagli alpini e dai volontari della Protezione Civile che, in modo sommesso, dalla mattina alla sera sono stati presenti per ricevere i carri funebri e i vari documenti dei defunti. Grazie.

 

Numerose chiese sconsacrate sparse in tutta Italia sono state adibite a mille altri utilizzi, che purtroppo non richiamano a più voci: la vita sacra, la rinascita, la vita profana. In Italia esistono centinaia, forse migliaia di chiese sconsacrate, sparse per tutto il paese. Molte si trovano in stato di abbandono, spesso dimenticate. Negli ultimi anni però, si è sempre più diffusa una politica di recupero e di riadattamento degli ex luoghi sacri per adibirli ad un nuovo utilizzo. Ciò che sorprende è la grande varietà delle destinazioni d’uso: le più disparate, le più impensabili. Perché non dare un nuovo progetto a questi contenitori ex chiese sacre e documentare i luoghi a partire dalla loro nuova identità e dalla loro nuova vita ospitando i nostri cari defunti in caso di bisogno? Sostituendoli ai luoghi freddi e impersonali edificati con prefabbricati per esempio dalla Case del Commiato, dignitose ma fredde.

 

“Perché non pensare alle nostre Chiese sconsacrate, che potrebbero essere riutilizzate e portate a nuova vita sacrale nel rispetto di tutti, supportate dalle agenzie di pompe funebri a disposizione per questo servizio.

Dedico ai caduti del covid-19 l’Ave Maria del poeta cantore Fabrizio De Andrè.

 

Celso Vassalini

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