domenica, 5 Aprile, 2020

Scrive Corrado Reginato:
Ricordare Craxi come merita

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Io nel 1992 stavo svolgendo il servizio militare. Avevo 21 anni e tutto mi interessava tranne la politica. Non provengo da una famiglia politicamente attiva e, francamente, non mi sono interessato alla politica italiana.
Crescendo, mi sono interessato alla vita politica ma sempre in modo superficiale lo ammetto. Mi ha sempre dato un’idea di sporcizia la politica, di ambiente corrotto e corruttibile. Sapevo chi era Craxi e conoscevo molto marginalmente cosa aveva fatto, per quali ragioni il Pm Di Pietro lo stava indagando nel processo mani pulite.
Sono passati decenni e la mia idea di politica è diventato da ambiente corrotto, in ambiente di persone poco preparate e poco competenti.
“Se si vuole improvvisare bisogna conoscere bene la materia su cui si improvvisa”, e i politici di oggi ma anche di dieci anni fa non ne conoscono neanche la minima parte della materia che dovrebbero trattare. Tutti attaccati alla poltrona e pronti a riciclarsi per qualche voto in più giusto per mantenere lo status ottenuto.

Grazie alla mia fidanzata e a suo padre, socialisti attivi, ho potuto ascoltare aneddoti e racconti di vita vera su Craxi e sui vari partiti che in quei primi anni ‘90 guidavano il nostro Paese. Io una mia idea dell’onorevole Craxi l’ho sempre avuta e quei racconti sono stati un motivo per approfondire sia il personaggio di Craxi sia il suo essere politico. Ho visionato il materiale che trovavo su internet e chiedevo spiegazioni sui vari punti che per loro erano ovvi e per me erano misteriosi. Mi sono rivisto le deposizioni di Craxi nel procedimento guidato da Di Pietro e la deposizione di Craxi al processo Enimont; il discorso alla camera dei deputati dove c’è stato l’unico momento di verità in tutta quella storia.

“E tuttavia, d’altra parte, ciò che bisogna dire, e che tutti sanno del resto, è che buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale. I partiti, specie quelli che contano su appartati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale, allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’Aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro.” Questa provocazione lanciata da Craxi, mi è parsa tanto un “chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Quest’anno cade il ventennale della scomparsa dell’onorevole Benedetto “bettino” Craxi e delle riflessioni le vorrei fare da conoscitore marginale della materia: il partito socialista ha organizzato una commemorazione ad Hammamet sulla tomba del premier e una messa a suffragio. Nobile intento ma hanno pensato a chi 800/1000 euro non li ha per andare a ad Hammamet? O è riservato solo per i pochi eletti? Magari le persone che non hanno i fondi per andare a rendere omaggio a Craxi direttamente in Tunisia avrebbe avuto piacere ad essere coinvolti in qualcosa organizzata a Milano, la sua città. Ma più di un flash mob non sono riusciti ad organizzare. Avrei preferito, se fossi un socialista vecchio stampo, un’idea per ricordare l’onorevole Craxi come merita.

Corrado Reginato

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