sabato, 6 Giugno, 2020

Scrive Ennio Ardemagni:
Una coscienza nuova per proteggere l’ambiente

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La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale. Come ricorda anche papa Francesco nella enciclica “Laudato si” la prima attenzione di tutti deve consistere nella formazione di coscienze rinnovate per affrontare con vigore e possibilmente risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale: questa è una esigenza ed un impegno morale verso le generazioni giovani e future.
Occorrono cambiamenti, senza che questi portino ad un deterioramento della qualità della vita.

Una coscienza nuova deve portare ad una crescente sensibilità verso l’ambiente, affrontando i problemi connessi con l’esposizione agli inquinanti atmosferici, ai combustibili, ai fumi delle industrie, alle discariche di sostanze che contribuiscono all’acidificazione, a fertilizzanti e pesticidi.

Oggi la tecnologia è troppo legata alla finanza, e la cultura dello scarto trasforma troppo velocemente le cose in spazzatura.

Il sistema industriale deve sviluppare la capacità di riutilizzare rifiuti e scarti.

Il clima ed il riscaldamento del sistema climatico rientrano direttamente in questo, e questo circuito è una delle sfide da affrontare e vincere.

Su queste problematiche la diplomazia internazionale deve lavorare ancora molto, e dovrebbe riuscire a riportare Trump attorno al tavolo delle trattative sugli accordi climatici fra le nazioni, approfittando del fatto che Trump dovrà presentarsi fra pochi mesi all’elettorato americano, ed anche a lui potrebbe essere più conveniente giungere alle elezioni dopo aver sottoscritto con gli altri stati l’accordo sugli impegni alla salvaguardia del clima.

Affrontare questo tema vuol dire anche far fronte al problema dello scioglimento dei ghiacciai e dall’innalzamento del livello dell’acqua. E in tema di acqua è centrale il problema della qualità dell’acqua soprattutto per i paesi poveri del mondo, che è all’origine di epidemie devastanti.

Per il miglioramento climatico si devono affrontare tanti problemi che ne causano lo squilibrio:

Il passaggio dalla prevalenza dei combustibili derivati dal petrolio all’idrogeno o all’elettrico, sia per i mezzi di trasporto, per l’industria e per le abitazioni. Inoltre v’è da ricordare gli incendi dell’amazzonia – “Brasile”- creati da Bolsonaro per avere più aree disponibili contro gli indigeni che vi abitano per per sfruttare aree alla ricerca di minerali preziosi e petrolio e dell’Australia i cui animali selvatici fuggendo davanti al fuoco sono finiti secondo gli studi della correnti aeree dall’Australia in Cina e dal Brasile sia al nord che al sud sviluppando la pandemia influenzale con il “corona virus”. Il pianeta ferito, contro gli umani, raccoglie le sue vittime più deboli, ma speriamo che da questa pandemia nasca la coscienza umana di abitare su un pianeta, per ora unico e abitabile per l’uomo e per gli altri animali e che in sintonia noi umani dobbiamo vivere e convivere.-.

 

Ennio Ardemagni

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