lunedì, 30 Marzo, 2020

Scrive Ernesto Calluori:
Bettino Craxi capro espiatorio

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“L’Unità” il 6 luglio 1998 a pagina 6 ospitava la lettera di Renzo Foa indirizzata al direttore dell’epoca per l’apertura apparsa domenica 5 luglio all’indomani del congresso del partito socialista all’Ergife, dal titolo “La riabilitazione di Craxi”. “Non sono riuscito a capire bene – recitava la lettera – se in quelle secche parole prevalesse l’oggettività con cui si dava la notizia di un avvenimento o se invece dominasse lo spirito polemico con il quale lo si voleva sottolineare”. In altri passaggi della lettera, Foa scriveva : ” per la prima volta dopo tanto tempo mi è sembrato che sia diventato meno facile parlare di Craxi, e maneggiare il caso. Sì, prima o poi doveva accadere che in qualche modo tornasse all’ordine del giorno il problema Craxi”.

La pellicola “Hammamet”, dedicata al leader socialista, evidenzia la necessità di riconsiderarne l’opera politica senza pregiudizi. A vent’anni dalla scomparsa dell’ex premier socialista, che si celebrerà ad Hammamet, sarà ufficialmente assente il Pd e presente quella Destra che lanciando monetine e agitando cappi, lo costrinse all’esilio e alla morte in terra straniera. Craxi era il politico più odiato dalla sinistra tirando in ballo la corruzione del Psi, dimenticando al tempo stesso che il Pci era sovvenzionato dall’Urss.

Bettino Craxi, con la sua politica spiegò che non solo ci si poteva dire anticomunista, doveroso farlo non tanto per motivi di lotta politica quanto per ragioni di libertà. La lezione di un grande leader è stata ampiamente testimoniata da firme prestigiose, capaci di tratteggiare e magnificare la figura del grande statista, sintetizzato nella socializzazione dei valori e nella distribuzione ugualitaria ce ne costituiva la strada tracciata. Una grande maggioranza degli Italiani ha compreso. Ha compreso che la sua è stata una buona politica e che lui è stata la vittima di una situazione di degrado civile, invitando tutte le forze politiche a porvi rimedio.

Anzi, ha continuato a scambiare la sua sconfitta politica per una persecuzione, la sua latitanza per un esilio, il corso della giustizia per un complotto. Cioè, ha fatto di tutto perché la sua immagine fosse quella del colpevole, del responsabile di tutti i mali. Quando si ha bisogno di un capro espiatorio vuol dire che si ha difficoltà a fare i conti con la propria storia.

Ernesto Calluori

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