lunedì, 1 Giugno, 2020

Scrive Ernesto Calluori:
Il degrado ambientale e inquinamento

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Il piano del governo per contenere l’emergenza del coronavirus corre su diversi fronti. Ci sono varie mosse da parte degli ospedali che si battono contro l’avanzata del morbo. Intanto, registriamo la notizia circa la sperimentazione del farmaco (Tocilzumab) per l’artrite reumatoide, utilizzato a Napoli contro il Covid-19. Un altro tema della nostra epoca è rappresentato dall’inquinamento ambientale che minaccia e coinvolge l’umanità intera. L’emergenza ecologica, anzi, per la sua gravità e per le sue conseguenze che ne derivano, mette a rischio il futuro stesso del pianeta Terra. L’uomo, intervenendo in modo sempre più massiccio e disordinato sull’ambiente in cui vive è diventato il responsabile principale dello squilibrio tra popolazione e ambiente. Egli ha impiegato tutte le sue forze per consumare e distruggere, senza badare alle conseguenze future di questo sfruttamento selvaggio degli spazi ecologici. Il risultato ? l’avvelenamento dell’atmosfera, delle acque, dei suoli, ovverosia tre componenti dello stesso habitat dell’uomo. Le cause e gli effetti dell’inquinamento atmosferico sono molteplici. E’ stato, comunque, appurato che i maggiori produttori d’inquinamento sono quei paesi con un’alta densità demografica e una forte concentrazione industriale per cui l’emissione di sostanze inquinanti è molto elevata tant’è che l’ambiente circostante non è in grado di assorbirle o di disperderle velocemente. Queste sostanze, composte di un miscuglio di gas e polveri si disperdono nell’aria, causando svariati inconvenienti alla salute degli uomini e dell’ambiente. Anche le acque, subiscono la letale aggressione di sostanze inquinanti e i fattori principali sono gli scarichi delle industrie e quelli dell’agricoltura che utilizza concimi chimici e antiparassitari. L’impiego massiccio di fertilizzanti ed erbicidi nelle campagne coltivate produce fortissime forme di degrado e ne impoverisce la flora e la fauna. Gli inquinamenti dell’aria, dell’acqua e del suolo, rappresentano le manifestazioni più evidenti. L’unica possibilità di una inversione di tendenza risiede nell’opinione pubblica, la quale, superando ignoranza e istinti egoistici, dovrebbe richiedere con forza di porre un freno al disfacimento del patrimonio naturale alla luce di principi ispirati al rispetto ambientali.

Ernesto Calluori

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