venerdì, 22 Novembre, 2019

Scrive Ernesto Calluori:
La condizione giovanile negli ultimi decenni

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Se diamo uno sguardo ai cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo giovanile degli ultimi trenta quarantanni, ci rendiamo conto di quanto sia difficile analizzare questo mondo che per sua condizione è in continuo movimento ed evoluzione. Alla fine degli anni sessanta, gran parte delle nazioni occidentali furono travolte dall’esplosione di una contestazione del mondo giovanile, che sembrava dovesse far crollare tutti i sistemi politici ed economici. Gli studenti manifestarono contro i valori della società borghese e capitalistica. Si trattò della rivolta di una generazione che voleva sentirsi protagonista di un rinnovamento della società nelle idee, nelle istituzioni; di una ribellione ideologica e culturale più che di lotta contro l’autoritarismo a tutti i livelli. I giovani intendevano cambiare radicalmente la società nella quale vivevano.

Quei giovani erano figli del benessere economico da consentire loro di dedicarsi a nuovi interessi, come ascoltare musica, guardare la televisione, e attraverso queste sollecitazioni essi appresero nuove idee rivoluzionarie provenienti dagli USA e Inghilterra. A questa generazione impegnata politicamente, seguirono generazioni nelle quali il terrorismo, che si configurò come lotta armata contro lo Stato, da coincidere con la violenza e il terrore. Questa drammatica realtà contribuì ad allontanare i giovani dalla politica da cambiare gli ideali così come gli obiettivi del mondo giovanile. I giovani dei movimenti studenteschi degli anni Ottanta preferivano orientarsi su richieste più concrete e obiettivi più immediati, come la creazione di strutture scolastiche, scuola più seria ed efficiente, piani di avviamento al lavoro. Per i giovani degli anni Novanta, punto di riferimento diventa la famiglia di origine, presso la quale tendono a rimanere il più a lungo possibile, in quanto essa è in grado di garantire sicurezza e comodità.

Non c’è l’esigenza di abbattere il sistema politico, ma quello di vivere meglio in questa società. Oggi, i giovani, dimostrano in varie occasioni di opporsi alle ingiustizie della nostra società e scendono volentieri in piazza per manifestare contro la mafia, contro l’inquinamento crescente del pianeta. Tuttavia,una società che non mostra interesse per il mondo giovanile, genera giovani fragili e insicuri dando vita a gruppi e bande che danno loro la sicurezza necessaria alla ricerca di una propria identità. Il mondo giovanile è in continua trasformazione e non ci meravigliamo, quindi, se nel giro di pochi anni il mondo dei giovani cambierà profondamente.

Ernesto Calluori

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