domenica, 23 Febbraio, 2020

Scrive Francesco Castria:
Hammamet, a disagio

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Ieri, con alcuni amici, sono andato al cinema per vedere il tanto atteso “Hammamet” di Gianni Amelio.
In primis, devo dire, mi ha sorpreso il numero notevole di persone presenti in platea, di tutte le età, anziani e giovani, molte delle quali, non fosse altro che per ragioni anagrafiche, non potevano rammentare direttamente la parte pubblica della vita di Benedetto Craxi (importante uomo di Stato ed indiscusso leader del socialismo italiano a cavallo tra gli anni ’70 e ’90).
Inutile dirlo, il film mi è piaciuto molto.
L’interpretazione magistrale di Pierfrancesco Favino e la mano sapiente di Gianni Amelio, hanno tracciato un profilo umano, direi casalingo, di Craxi, che da Presidente del Consiglio, protagonista sui palcoscenici internazionali e nazionali, artefice di risultati e successi mai più replicati per il nostro Paese, alcuni giustamente ricordati nella pellicola (Italia nel G7, Italia quinta potenza industriale mondiale, Italia autorevole in politica estera) e tanti altri, colpevolmente omessi, si ritrova solo, in terra straniera, a guardare in carrozzina fuori dalla finestra i giorni inutili che passano inesorabilmente, come un “anziano qualsiasi”.
Lui Craxi Benedetto, detto Bettino, un “anziano qualsiasi”, peraltro in stato di salute precario, costretto a vivere, in un Paese, certamente amico, ma comunque straniero.
Ho provato, come italiano, prima ancora che come socialista, un forte senso di disagio.
Pensando a noi italiani, mi è venuta in mente la famosa frase dell’Eneide: quod genus hoc hominum; i nostri cugini francesi o gli inglesi, come si sarebbero comportati in circostanze analoghe, con i loro ex Presidenti o ex Premier.
Ma com’è stato possibile che un grande Paese, per di più formalmente cattolico, qual è l’Italia, abbia consentito che tutto ciò accadesse.
Com’è stato possibile che uno dei principali protagonisti, nel bene e nel male, della vita repubblicana (il giudizio finale lo darà fortunatamente la storia, non la cronaca interessata e distorta dalle esigenze del presente) fosse lasciato solo, a morire in un ospedale mal attrezzato, a pochi chilometri da quell’Italia che aveva ben governato e rappresentato nei consessi internazionali, solo pochi anni prima.
Bel film, da vedere, per riflettere, sulla vicenda di Craxi, sperando che la pellicola stimoli gli spettatori ad approfondire oltre la vicenda umana, anche quella politica de Monsieur le President; ma anche sulle vicende umane e politiche in generale, che sono innanzitutto vicende complesse, mai di semplice lettura od interpretazione.
Sic transit gloria mundi

Francesco Castria

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