giovedì, 14 Novembre, 2019

Scrive Francesco Ruvinetti:
Pd: ma quale Bad Godesbgerg

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Riccardo Nencini, nel suo intervento in Senato, ha chiesto alla sinistra di compiere la sua Bad Godesberg. Confesso di essere rimasto più che sorpreso. Una Bad Godesberg? Ma se la chiediamo dagli anni settanta del novecento! Lo chiese Norberto Bobbio invitando il Pci ad apprendere dalle “lezioni della storia”.

lo chiesero ripetutamente Craxi e Martelli fino al 1989. Ma nemmeno la caduta del muro fu sufficiente. “Ma quale socialdemocrazia? – disse Occhetto – noi dobbiamo andare oltre” e chiamò il Pci Pds. Non solo. Il 14 ottobre 2007, 18 anni dopo il muro, fondarono il Pd: l’incontro cioè della cultura comunista con quella democristiana in piena continuità con Berlinguer a cui associarono Moro. L’unico nel Pd a fare la sua Bad Godesberg e cioè avanzare la richiesta della creazione di una sinistra riformista e liberale è stato Calenda.
Quel Calenda che, coerentemente, ha abbandonato il Pd una volta che questi ha scelto di allearsi con i 5 stelle.

Ebbene noi cosa facciamo? Anziché creare con lui e + Europa una forza coerentemente socialista e liberale come quella uscita da Rimini nel 1982, li abbandoniamo e ci aggreghiamo ad un governo con Pd, Leu e 5 Stelle, considerati questi ultimi una costola della sinistra. Governo tra l’altro che poteva benissimo fare a meno di noi e che potevamo giudicare dai fatti tenendoci le mani libere e votando i provvedimenti che ritenevamo utili. E così siamo costretti ancora una volta, dopo 40 anni, a invocare Bad Godesberg. un capolavoro di coerenza che mette in discussione l’esistenza stessa di una forza socialista in Italia.

Francesco Ruvinetti

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