venerdì, 20 Settembre, 2019

Furio Morucci
C’è un gran bisogno di fare politica

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C’è un gran bisogno di politica ed occorre lavorare per offrire ai nostri giovani opportunità di vita ed opportunità di vita professionale.

Con queste parole mi sembra, da piccolo segretario di paese, Monsummano Terme (Pt), il Professor Conte si rivolge ai “Pierini” che lo hanno accompagnato fino ad adesso.

Sostenere le famiglie ed i più deboli, puntare su energie rinnovabili, per far sì di avere uno sviluppo ecosostenibile ed una economia del riciclo e non del rifiuto.

Promuovere il turismo con valorizzazione dei nostri luoghi, le nostre bellezze artistiche e le nostre radici.

Tracciare un nuovo umanesimo della politica, ed un modo di vedere e stare in Europa con una Europa più solidale e vicina ai cittadini, ricordandosi di essere un paese fondatore dell’Europa ed un paese importantissimo in chiave internazionale.

Mediazione, come interesse più meritevole nei confronti dei cittadini, fare politica con disciplina ed onore, operare in totale trasparenza e senza interesse personale.

Questo un piccolo capitolo, da me condiviso appieno, della grande sostanza di Conte nei confronti di una politica, a parer mio “leggera” e spesso con capitoli in chiave “ironica” anche in fase di discussioni importanti.

L’Italia necessita di rappresentatività solida e sempre attenta a non trascendere sul problema del momento, ed ha bisogno inoltre di rappresentanti di Popolo attenti a non scadere in un inutile tifo calcistico.

Quindi adesso: Governo con una nuova maggioranza, certamente e necessariamente solida, come dice il nostro Segretario Nazionale Enzo Maraio, oppure urne.

Il Partito Socialista da sempre forgia ed ha forgiato in passato persone che tutt’oggi sono ancora citate da esempio anche da altri partiti; Turati, Nenni, Matteotti, Pertini, Craxi e molti altri.

Inoltre abbiamo fra le nostre fila in Italia, molti esponenti locali che tutt’oggi, anche nella grande difficoltà del nostro partito, guidano territori e fanno parte di gruppi di governi locali attenti e seri.

Da troppo tempo però purtroppo il Psi come partito singolo non ha più i numeri che lo qualificano per il suo spessore sociale, tecnico, politico, ma è comunque un Psi che si propone ai cittadini “con il mento alto” e con “fierezza” di “essere socialista”.

Se quindi non sarà Governo e saranno urne, bellissimo ed utilissimo stare “Insieme” a gruppi politici per ricreare un gruppo di Centrosinistra vero e diretto, che parla senza troppi giri di parole alle gente e sempre con profonda analisi, ma aggiungo, non con uno 0,60% come risultato finale.

Vorrei, se posso, un Psi ancor più tecnico, ma coraggioso ed utile appieno per tutti quei socialisti dispersi fra le pieghe di diversi partiti, per vederli riuniti ancora una volta tutti sotto il nostro simbolo e la nostra casa socialista.

Vorrei un Psi determinante nel trattare coi partiti che parlano di ambiente, lavoro, famiglia, territorio, Europa, politica estera e quant’altro, in termini responsabili e reali, per far raggiungere un risultato davvero utile al nostro paese.

Vorrei rivedere il nostro partito ai vertici della politica italiana.

Si lo so, forse sarò un poeta, forse sarò un segretario che parla con la pancia..ma sono da sempre un “uomo frontale”, dico ciò che penso, nel rispetto sempre però di chi ho davanti a me e sopratutto se non la pensa come me.

Dialogo ed equilibrio vorrei che si realizzassero in maniera chiara e netta per le nostre famiglie ed il nostro futuro.

Questo il pensiero di un piccolo segretario di paese.

Cordialmente

Furio Morucci
Avanti!

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Riguardo l'Autore

1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Non è vietato ad un politico di essere un poco “poeta”, ma poi occorre la concretezza, ossia la capacità di formulare proposte concrete e realistiche, e concetti quali “sostenere le famiglie ed i più deboli, puntare su energie rinnovabili, ecc…” vanno poi riempiti di contenuto, ossia tradotti in azione politica.

    A me sembra che alla sinistra manchi da tempo questo secondo passaggio, e si fermi agli enunciati di principio, ossia alla “poesia” verrebbe da dire, di fronte alle quale i giovani possono anche, in un primo momento, restare affascinati, ma poi arriva il disincanto, insieme a ulteriore delusione e sfiducia verso la politica.

    Paolo B. 23.08.2019

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