venerdì, 23 Agosto, 2019

Scrive Giulia Di Nola:
Strafalcioni e politica

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“Quello che chiediamo è che i bandi non s’interrompino…”, cit. Nicola Zingaretti.
“E’ come se andassi in tribunale e verrei in questa piazza, lo urlerei…”, cit. Luigi Di Maio.
Strafalcioni del genere, se ne sentono di tutti i colori politici italiani. Gianni Cuperlo, esponente del PD in Sardegna, preceduto, infatti, dalla Lega e dal M5S, è arrivato terzo alle europee del 2019. In un’intervista rilasciata a La 7 dopo la sconfitta non digerita, il parlamentare afferma, con leggerezza, che solo una parte dei Sardi avrebbe votato il Carroccio: quella ignorante e di bassa cultura.

Il giorno successivo alla stessa intervista, Cuperlo chiede scusa sulla sua fan page ai lettori o a chi lo segue, dati i risentimenti di questi ultimi per l’oltraggioso e offensivo discorso verso ogni intelletto, verso ogni libera scelta.
Un arrogante pensiero che ha fatto rivoltare non solo gli Isolani, ma gli Italiani tutti perché si capiva bene non fosse rivolto al solo campione sardo, ma all’intero Stivale. Un pensiero discriminante, classista e da sinistra “radical chic”, secondo cui gli ignoranti votano la destra mentre gli acculturati e i dotti, il PD.

La dichiarazione di Cuperlo non si addice, non si confà alla sinistra che, invece, dovrebbe tener conto di chi fatica per sopravvivere e che, per ristrettezze economiche, abbandona gli studi in cerca di una occupazione. Un insulto cieco e sordo alle sghembe forme espressive dei suoi, come di altri, rappresentanti politici!
Dunque, finito il tempo dei grandi politici italiani come Craxi, Almirante, Berlinguer, Spadolini – quelli che avevano un enorme spessore culturale, quelli che incantavano e trascinavano coi loro discorsi ricchi di contenuti e di forme espressive, prive di scivoloni grammaticali – finito quel tempo, dicevo, a noi Italiani non resta che piangere.

Giulia Di Nola

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