domenica, 12 Luglio, 2020

Scrive Giuseppe Fertonani:
Le vittorie di Pirro

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Qualche tempo fa il governo ha enfatizzato le sua magnificenza vantando la ricostruzione del Ponte Morandi in tempi record.
Vediamo di fare un po di chiarezza….
Già, forse per ‘il complesso di Cenerentola’ o per una comunicazione enfatica demagogico strumentale, il governo ha volutamente trascurato l’occhio critico e la memoria storica degli italiani. La prima autostrada d’Italia è della prima metà del secolo scorso. Mi sto riferendo all’autostrada dei Giovi, che congiunge Milano e Genova. È tutt’oggi in parte tortuosa, segue il profilo dei Giovi. Ovviamente per ponti e viadotti si dovette attendere il piano Marshall. Negli anni 50 vennero effettuati corposi investimenti per facilitare spostamenti di cose e persone; si costruirono infrastrutture, ferrovie strade ed autostrade ad alta velocità per facilitare il traffico anche per mezzi pesanti.
Per calcoli, definizione degli itinerari e rispetto dei progetti si impiegavano strumenti manuali; era inimmaginabile l’ impiego odierno di satelliti. Solo questi ultimi infatti, possono evidenziare lo slittamento e la rotazione di tutta la faglia appenninica con precisione millimetrica. A quei tempi, si utilizzavano coefficienti di dimensionamento superiori ad uno per la costruzione di strade autostrade ed in generale di tutte le infrastrutture in cemento ed acciaio. I danni provocati direttamente e non all’Ambiente, non erano ancora considerati.
Solo Bettino Craxi, nel suo Governo del 1986, istituì il Ministero dell’Ambiente, Biondi Ministro senza portafoglio.
Vi siete accorti che le vie di valico appenninico siano costantemente in manutenzione? Le tecnologie dell’epoca ed i tempi di ritorno su cui venivano definite le strutture portanti, tenevano conto del traffico dei mezzi pesanti che, presi singolarmente, erano di velocità, di peso singolo e numero in circolazione molto inferiori agli odierni. Si potrebbe supporre che l’usura sia stata accelerata dallo stress esponenziale degli anni a venire alla costruzione, difficilmente ipotizzabili, ahimè, in fase progettuale.
Ci aggiungo che i sistemi infrastrutturali odierni siano differenti rispetto a quelli del secolo scorso. Non è casuale, infatti, che non vengano più impegnati migliaia di uomini per costruire infrastrutture viabili chilometriche ma si opti per macchine intelligenti e si costruiscano ponti o viadotti impiegando prefabbricati modulari che poi vengono assemblati rapidamente con sollevatori e grù predisposte; ecco il Ponte Morandi.
La nuova tecnologia riduce i costi ed accelera i tempi di costituzione portando quasi a zero il lavoro manuale, la storica forza lavoro. Già, le squadre che hanno seguito la ricostruzione del Ponte Morandi, o meglio, il suo assemblaggio, sono composte da tecnici specializzati che si limitano quasi esclusivamente a verificare il corretto posizionamento dei moduli implementato da macchine ‘intelligenti’.
Non Vi pare, quindi, che la ‘grande vittoria’ paventata da questo governo sia paragonabile ad una ‘vittoria di pirro’, mossa da una superficiale demagogia sommaria e populista?

Vi porrei una domanda; il rimpatrio della ‘volontaria Silvia Romano’ ha avuto una valenza puramente accorata o mediatica strumentale demagogico populista? Ne parleremo magari in seguito, vista la mia esperienza assieme a tutti gli italiani che lavorano all’estero.
Grazie

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