giovedì, 9 Luglio, 2020

Scrive Giuseppe Fertonani:
Chi è artefice del suo male pianga se stesso

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A voi la memoria di un pò di storia contemporanea sulle attività effettuate dai nostri Governi del secolo scorso….Vi ricordate quando e come abbiano avuto origine i rapporti tra alcuni Paesi del Mediterraneo ed il Nostro? Riferiamoci a qualche accenno storico. A fine seconda guerra mondiale, un illustre tecnico, l’ing Enrico MATTEI, implementa per il Nostro Paese, i primi rapporti con Istituzioni del mondo Maghrebino. Il lungimirante ingegnere ha ben chiaro quali siano le potenzialità dell’Italia e quale sia la strada da intrapprendere per raggiungerle. In palese contrapposizione alle direttive politiche di alcuni governi post guerra, l’ing. Mattei diede forte slancio ad un colosso italiano del settore energetico. L’Italia, con il supporto del piano Marshall, è in piena ricostruzione post bellica. l’Ing. Mattei è alla guida dell’ENI e interagisce con il mondo Maghrebino di oltremare per accordi sullo sfruttamento degli idrocarburi necessari all’economia socio produttiva del Nostro Paese. È un uomo privo da miopia, ha una vista molto acuta ‘vede oltre’; la vera lungimiranza manageriale. Inizia a tessere rapporti molto stretti fino a porre le basi nel Maghreb per esautorare il predominio di ‘importanti’ potenze straniere già presenti. Da ottimo tecnico e manager propose un’offerta unica alle istituzioni Maghrebine: ‘’in cambio del 50% dei Vostri idrocarburi Vi offriamo, come Eni e soprattutto come Italia, il nostro know out nella chimica, conducendovi all’autonomia della gestione degli idrocarburi su cui ‘galleggiate’. Si trattava di un accordo che avrebbe potuto stravolgere lo scacchiere economico socio politico mondiale, portando il Nostro Paese a divenire ineguagliabile, forse leader mondiale. Purtroppo, per motivi ancora oscuri, il 27 ottobre 1962 l’aereo con a bordo l’ing Mattei precipitò. Va ricordato che lo scacchiere mondiale socio politico di quegli anni era in grande fermento. La Tunisia ed il Marocco non erano più colonie francesi dagli anni 50 e l’Algeria, grande Paese leader del Magherb, era in procinto di liberarsi sempre dai colonizzatori francesi, giungendovi nel settembre 1962. La guerra di liberazione di tutto il Maghreb dalla dominazione francese durò più di mezzo secolo e, nell’immediato dopo guerra, stava giungendo alla fine passando, però, attraverso crudeltà inaudite, inimmaginabili; lo scorso anno, mentre ero in Algeria per lavoro, mi è stato fatto presente che durante gli scavi di un cantiere civile avevano appena rinvenuto l’ennesima fossa comune dove la legione straniera, verso la fine della guerra di indipendenza, sotterrava vivi i parenti dei rivoltosi del FLN. La guerra di liberazione terminò con la sanguinosissima battaglia di Algeri ed alla fine, il 5 luglio del 1962, fu firmata l’indipendenza. De Gaulle la firmò con condizioni sfavorevoli per il popolo algerino, quali, i diritti francesi di prelazione tecnico scientifico commerciale e la fornitura gratuita degli idrocarburi alla Francia sino a gennaio 2020. Eminenti algerini mi hanno raccontato che l’uscita dei colonizzatori dall’Algeria avvenne in circa 24 ore, contemporaneamente ‘all’alleggerimento’ di tutto l’oro presente nella banca nazionale d’Algeria. Stando a reminiscenze, mi sono ricordato la medesima situazione avvenuta più di cento anni prima; mi sto riferendo a quanto scritto da Pierre Pèan LUGLIO DEL 1830 MAIN BASSE SUR ALGER. La sottrazione dell’oro dalla banca centrale comportò che il valore della moneta corrente, il dinaro Algerino, andò a zero dalla sera alla mattina riducendo in povertà assoluta il popolo. I Governi italiani, si prodigarono da subito di stringere accordi sociali ed economici anche con le vicine Libia e Tunisia; tra questi accordi anche la gestione da loro dei clandestini in transito verso l’Italia oltre la ripresentazione delle proposte dell’ing. Mattei; esempio?

Tra i due governi socialisti, siamo dal 1983 all’86, Primo Ministro Craxi, Ministro degli esteri Andreotti, accordi di forniture di derrate alimentari in cambio di idrocarburi; si sono succeduti diversi Governi sempre con presenza socialista, che hanno continuato a stipulare accordi socio-politico-economici con i Paesi del Maghreb compromettendo i rapporti, però, con la Francia filo USA. Un ‘casus belli’ fù il progetto GALSI (Gasdotto Algeria-Sardegna-Italia) del 2001. Questo progetto, ripescato tra le proposte di Mattei, era nato dall’accordo intergovernativo Italia-Algeria stipulato con la partecipazione di Enel e Montedison S.p.A, branca dal Gruppo Ferruzzi guidato da Raoul Gardini, anche lui deceduto con modalità poco chiare. Il progetto si arenò nel 2014 presumibilmente per l’ingerenza politica ‘indiretta’ transalpina.

I rapporti sulla gestione degli immigrati stipulati dal Governo Craxi con Tunisia e Libia vengono accantonati senza motivazioni apparenti, se non con la deposizione di Gheddafi ambita da tempo da Americani e cugini di oltralpe; va annoverato l’abbattimento di un DC 9 italiano ad Ustica nel 1980, il lancio di missili americani contro il domicilio di Gheddafi nel 1986 e le anomale guerre interne alla Libia per la successione del potere. La gestione dei clandestini di transito nel Nostro Paese diventa ansiogena e, nell’estate del 2018, ha portato allo sconfinamento della polizia francese in territorio italiano per ricondurre i clandestini da noi dopo che avevano attraversato i confini presumibilmente per raggiungere i loro familiari in Francia. Nello stesso anno un agente dei Servizi Italiani che stava indagando sui rapporti tra Francia e ribelli tunisini, muore a Parigi per ‘attacco cardiaco’, mentre viene ‘disciolta’, dai servizi segreti algerini in Italia, una cellula di terroristi che stava progettando un attentato in metropolitana a Milano. Già il nostro primo ministro, l’anno seguente, ha accolto a Napoli il presidente francese, con tutti gli onori e le magnificenze; il transalpino si sarebbe scusato per la volgarissima vignetta sulla pizza napoletana. Non Vi verrebbe da pensare che prima ti sparo alle spalle per poi scusarmi?… Non Vi viene da pensare che ci siano delle trame per destabilizzare e controllare lo sviluppo del Nostro Paese? Chi ne avrà interesse?

Giuseppe Fertonani

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