giovedì, 28 Maggio, 2020

Scrive Giuseppe Taetti:
Ripartire subito

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È una situazione surreale quella in cui ci troviamo: un virus particolarmente aggressivo ci costringe a stare in casa, a limitare i contatti con l’esterno ed a cambiare le nostre abitudini lavorative e di studio, oltre che di vita sociale.
E, badate bene, non le cambierà solo in queste settimane, ma anche per i mesi a venire: finché non verrà scoperto un vaccino o una cura efficace, saremo costretti a lavorare con guanti e mascherine, a tenere le distanze nei rapporti sociali, ad evitare assembramenti e luoghi affollati.

E anche dopo, credo che tutto non tornerà come prima, le nostre abitudini ed i nostri stili di vita saranno mutati per sempre. In questo momento voglio anche partecipare la mia vicinanza a tutti coloro i quali hanno avuto lutti di parenti e conoscenti: una perdita immensa per tutti.

Non voglio soffermarmi in questa riflessione, sulle modalità con le quali è stata gestita questa emergenza: anche se l’orologio della Storia non torna mai indietro, verrà il tempo per ragionare anche su questo.

Intanto lasciatemi esprimerne la mia solidarietà, vicinanza e ringraziamento ai medici ed agli infermieri che sul campo hanno dato il massimo (taluni anche la vita) per curare i nostri concittadini: dovremo ricordarcene in futuro, quando qualcuno vorrà fare tagli alla sanità.

E ora, speriamo che passi tutto il più presto possibile e andiamo avanti. Si, dobbiamo ripartire: con tutti gli accorgimenti del caso, ma non possiamo pensare di tenere la gente chiusa in casa per mesi.
Un conto qualche settimana per interrompere la rete dei contatti e dei contagi, ma dopo, fatti i tamponi e isolando i portatori anche asintomatici, si deve comincia con aperture parziali di zone d’Italia e di attività.

Ripeto, con le dovute accortezze, ma altrimenti si blocca tutto e non basterà qualsiasi liquidità a far ripartire il sistema. Si devono sbloccare i cantieri, le persone devono avere le mascherine, distanze di sicurezza, controlli: ma devono lavorare, lo fanno già adesso le cassiere dei supermercati, lo devono fare gradatamente anche gli altri lavoratori, facendo i tamponi.
E poi si deve dare liquidità alle piccole e medie imprese, agli artigiani ed ai commercianti, alle partite Iva; e vanno rinviate le scadenze fiscali e previdenziali del 2020, i mutui e i prestiti aziendali: va dato ossigeno alle attività per farle ripartire. Ripartire! Subito.

Giuseppe Taetti
V.segr. Prov.le Psi Brescia

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