domenica, 28 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scrive Leonardo Raito:
Vicolo cieco

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La crisi di governo si è incartata, e non si capisce chi abbia sbagliato di più le previsioni. Gli aspiranti stregoni sono diventati menagrami, e Conte si vedrà costretto a salire al Colle per spiegare a Mattarella la situazione difficile che sta vivendo la maggioranza e a sperare in un reincarico. Con un premier diverso, non c’è dubbio, la crisi si sarebbe ricomposta, ma il problema sta nel rischio disgregazione dei partiti che supportano il presidente del consiglio, in primis i Cinque Stelle, che hanno cambiato pelle ormai mille volte, passando da paladini dell’antipolitica ai più tenaci difensori delle poltrone proprie. Saltata l’operazione “responsabili” degna del più becero trasformismo contro cui i grillini, solo pochi anni fa, lanciavano strali incredibili, vista la difficoltà di recuperare spazi al centro o transfughi renziani, a Conte non resta altra strada che recuperare il Matteo fiorentino e i suoi alla maggioranza. Occorrerà però un larghissimo rimpasto di governo, che metta fuori definitivamente alcuni ministri francamente inutili (quanti nomi di ministri conosciamo in Italia?) e inadeguati alle sfide del recovery plan. Mattarella non avrà molte alternative, salvo cercare un altro premier o provare a incaricare il centrodestra, per un governo di minoranza o dell’astensione, anche se la strada è davvero difficile. In sostanza, a qualche giorno di distanza dall’uscita dei propri ministri dalla maggioranza, pare che Renzi avesse ragione. E se oggi, quella sua ragione, diventasse sinonimo di indispensabilità assoluta?

Leonardo Raito

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