domenica, 7 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Scrive Lorenzo Fantacuzzi
Sopravvissuto a me stesso

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È stato un anno a dir poco complicato. Un anno doloroso con privazioni e costrizioni, un ano di sofferenze e di battaglie. Da dove siamo partiti? Era gennaio e già si parlava di virus. Un virus lontano. Un virus che a noi non avrebbe toccato. Mi ricordo le battute sui cinesi e su quello che mangiavano. E poi? E poi la catastrofe. Una cosa così grande che nessuno poteva immaginare. Marzo ci si confronta con il primo lockdown. Parola a cui ci siamo dovuti abituare. Abbiamo scoperto una categoria di scienziati che forse neppure sapevamo che esistesse, il virologo che, mi si passi la battuta poi mutato in virologo da ospitata. Battaglie sui numeri, sui colori e di Dpcm. Tuti chiusi, no, mezzi aperti, no, aperti del tutto. La scuola, chiusa, aperta a distanza in presenza… Poi i colori. Ora ala fine di questo anno, la panacea, la soluzione a tutto, il vaccino. Arrivato in concomitanza del Natale ma anche adesso si discute. No Vax, Si Vax. Lo facciamo a tutti o a scaglioni, le dosi arrivano no sono metà…

Ma riflettiamo un attimo so cosa questo anno ci ha tolto e ci ha dato. Magari è vero abbiamo perso le nostre abitudini, l’uscire, il viaggiare, l’abbracciarsi. Abbiamo dovuto fare un Natale sottotono e una fine dell’anno senza veglione e cenone. Si è vero non abbiamo potuto scegliere. Qualcuno ci ha imposto il numero degli invitati e tante altre cose. Come abbiamo reagito? Cosa abbiamo dovuto dire a noi stessi? Come abbiamo gestito le nostre ansie e paure. Ci siamo detti che tutto sarebbe andato be, si certo magari sotto l’onda emotiva della prima ora poi? Tutto è cambiato dalle canzoni ai balconi alle manifestazioni contro la chiusura delle attività. Ci siamo lasciti dietro una triste scia di morti, sai come persone che come attività. Ora? Cosa ci resta, cosa abbiamo imparato? Come siamo sopravvissuti a questo anno anomalo? Credo che semplicemente abbiamo dovuto fare un passo indietro. Confrontarci con cose a cui non eravamo preparati. Fare i conti con il nostro essere sociali e aggregabili. Siamo migliori? Non so dirlo. Avremmo potuto lavorare meglio su noi stessi ma la natura umano fa scattare delle difese e spesso, troppo spesso siamo stati presi dagli interessi personali, dal nostro piccolo orticello da salvaguardare. Cosa ci aspetta? Magari una soluzione a tutto e un ritorno alla normalità. Ci dimenticheremo di questo anno? Sì ovviamente, tutto passa e tutto si sostituisce quindi anche i ricordi. Cerchiamo solo di non cancellare tutto con un colpo di spugna, questa poteva essere un’occasione per tornare un po’ indietro e riscoprire alcuni valori o soltanto riprenderci un po’ di noi stessi e del nostro essere non un gregge da immunizzare ma una somma di individui che fanno un popolo. La solidarietà, la compassione, l’altruismo sono valori che abbiamo riscoperto in questo anno, portiamoceli dietro anche per il futuro. Ricordiamoci delle canzoni ai balconi, della voglia di sapere se il vicino di casa aveva bisogno di qualcosa, delle buste della spesa agli angoli delle strade per chi ne poteva aver bisogno, tutto questo ha un valore immenso.

 

Lorenzo Fantacuzzi

 

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