venerdì, 22 Novembre, 2019

Scrive Luciano Masolini
I 57 anni del Movimento Salvemini

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Tra pochi giorni il “Movimento Salvemini” festeggerà cinquantasette anni di encomiabile operosità. Esso venne infatti istituito a Roma il 16 ottobre 1962 per volere di numerosissimi fondatori, tutti più o meno accomunati da uno stesso ideale, quello dell’antifascismo. Che oggi, purtroppo, se non rimaniamo particolarmente accorti corriamo il forte rischio di vederlo sparire per sempre, inghiottito da pretestuosi e accaniti revisionismi di cui siamo ormai circondati. In mezzo ai quei motivati fondatori, che nei primi anni Sessanta decisero molto meritoriamente di dar vita a tale “Movimento” con l’intento di salvaguardare e di irradiare le idee di Gaetano Salvemini (1873-1957), ve ne sono davvero di alto livello. Ne ricordiamo alcuni: Carlo Augusto Jemolo, Ernesto Rossi, Alessandro Galante Garrone, Carlo Ludovico Ragghianti, Ferruccio Parri, Massimo Salvadori; ma anche personalità come Norberto Bobbio, Alberto Moravia, Piero Calamandrei e tanti altri.

Il “Movimento Salvemini”, che in tutto questo lungo tempo ha realizzato molteplici iniziative apportatrici di interessanti contributi alla nostra società, è presieduto fin dal 1980 dal pronipote dell’esimio storico e politico di Molfetta, il professore Cosmo Sallustio Salvemii che, fra le tante altre cose e vari altri incarichi, ha fondato (e ne è pure un abile direttore) nel 1992 il mensile “L’Attualità”, un ben redatto ed edificante periodico – di cui se ne suggerisce volentieri la lettura – che è emanazione dello stesso “Movimento”. Sul numero odierno di detto mensile, in una nota a firma del Consiglio direttivo, ci viene raccontato proprio riferendosi a questo cinquantasettesimo anniversario che quei fondatori che ho voluto sopra elencare, ” auspicavano una Repubblica governata da galantuomini, una Democrazia autentica (“la sovranità appartiene al popolo”), un confronto tra forze politiche fondato sul rispetto reciproco. Un sistema economico caratterizzato dalla Giustizia sociale (…). Questi auspici dopo 57 anni di impegno riformatore e di reiterati appelli ai leader di tutti i gruppi politici, attendono ancora di essere attuati. Ai nostri avversari diciamo una cosa sola: le idee (o le utopie) sono come i semi; dopo essere rimaste sterili per anni (a volte, per secoli) si diffondono con rapidità fulminea; nessuno può dire fin dove arriverà e quando fruttificherà un seme abbandonato al vento.

L’importante è “Non mollare!”. Proprio rimanendo sulla scia di questo prezioso monito, così tanto importante quanto altamente veritiero, non possiamo che augurare ogni bene possibile al “Movimento Salvemini”. Apprezzando veramente molto quegli ammirevoli intenti e tutto il buon lavoro che, al di là delle tante difficoltà, è comunque riuscito a fare. Sicuri che da quella sua energica fedeltà a quell’intramontabile monito e a quei preziosi semi, che da sempre va con tanta fiducia spargendo al vento, proverranno ancora tante altre positive cose.

Luciano Masolini

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