martedì, 7 Aprile, 2020

Scrive Luciano Masolini:
Le discriminazioni ieri e oggi

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Nel 1960 a Sharpeville, una cittadina della Repubblica Sudafricana, mentre era in corso una massiccia protesta anti-apartheid, le forze dell’ordine uccisero ben sessantanove manifestanti di colore. Nell’orribile carneficina, che avvenne proprio nel primo giorno di primavera, si contarono pure numerosi feriti: circa duecento. Da allora (più esattamente fin dal 1966) ogni 21 marzo nel mondo si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali. Una data importantissima, quindi. Lo scorso fine febbraio, in previsione appunto di tale imminente Giornata, è stata infatti presentata un’indagine eseguita dall’Associazione SottoSopra (Movimento giovani) per Save the children.

Dalla interessante e accurata indagine – condotta su una campionatura di più di quattrocento ragazzi che vanno dai 14 ai 22 anni – emerge che sono addirittura più di tre su cinque i giovani italiani soggetti a discriminazioni da parte dei loro stessi coetanei. Principalmente le derisioni sono dovute (è l’ottanta per cento ad averlo dichiarato) all’orientamento sessuale, all’essere grassi, all’essere di colore ed anche perché appartenenti all’etnia Rom. Ma soggetti ad altrettanta derisione (lo ha detto, invece, il settanta per cento della campionatura) sono pure i ragazzi dei ceti più poveri e quelli portatori di disabilità. Purtroppo, come possiamo ben constatare, da questa ricerca appare un quadro veramente molto desolante e preoccupante. Attorno alla delicata questione, sempre Save the Children, ha anche attuato un efficace spot. Alcune ragazze e ragazzi sono racchiusi (per metà del corpo) in varie scatole di cartone, ognuna delle quali contrassegnate da un codice a barre sulla cui etichetta è indicato il “materiale” ivi contenuto: i “ciccioni”, i “gay”, i “neri”, gli “sfigati”, ecc. Segue poi un significativo slogan che avverte: “Non fermarti all’etichetta. Ecco, il mio augurio è che moltissimi altri ragazzi guardando a questa positiva iniziativa (a cui tra l’altro hanno contribuito tanti di loro) possano, a sua volta, rimanere sensibilizzati sull’argomento. Per poi magari tutti assieme arrivare ad oltrepassare davvero quelle orrende spiacevoli etichette.

Luciano Masolini

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