martedì, 20 Agosto, 2019

Scrive Luciano Masolini:
Quando chiude un giornale non è mai una cosa positiva

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In genere quando una testata giornalistica, grande o piccola che sia,
chiude non è mai cosa positiva. E ancor meno lo è quando a cessare le
proprie pubblicazioni è un periodico indipendente come è stato
“L’Incontro” che, con il numero dieci dello scorso dicembre – a
completamento di ben settant’anni di operato – ha messo appunto fine
alla sua meritevolissima missione, dimostratasi veramente
impareggiabile. Ho già parlato altre volte di questo mensile – che era
stato fondato nel 1949 dall’avvocato torinese Bruno Segre, classe
1918! -, di quanto esso mi è stato particolarmente caro, di quanti
stimoli ho tratto dalla sua lettura, di quante vantaggiose discussioni
intavolavo attorno ai suoi bellissimi articoli. I quali erano sempre
così ben scelti, intensi e mai deludenti. Quelle quattro paginone a
nove colonne in un formato d’altri tempi il suo esimio e grande
direttore – e grande lo è stato veramente -, con la sua innata
bravura, riusciva sempre a renderle estremamente incisive ed anche
sempre moto interessanti. Questi, che è ormai centenario, con il suo
solito straordinario spirito che in tutto questo tempo non gli è mai
venuto meno, nel suo editoriale di commiato – in cui ha tracciato un
excursus dei tanti e lunghi periodi del giornale che lui stesso fondò
-, ha scritto con dispiaciuto distacco: “Dopo settant’ anni di
ininterrotta pubblicazione “L’Incontro “, con il presente numero,
raggiunge la sua ultima tappa. Rari sono in Italia i periodici che
sperimentano una così eccezionale longevità, frutto di nobili ideali e
di sacrifici personali. (…) Oggi un vento di destra sembra soffiare
sull’Unione Europea e, con il nuovo governo Lega-5Stelle, sull’Italia,
ove la democrazia viene spesso umiliata e la Costituzione disattesa.
In questa situazione, caratterizzata da corruzione amministrativa e
populismo demagogico, “L’Incontro” troverebbe spazio per contestazioni
e denunce. Occorrerebbe che qualcuno proseguisse la nostra attività
giornalistica, acquistando la testata “L’Incontro” con annesso
archivio e rispettando la sua tradizionale funzione ispirata ad un
socialismo libertario, fedele agli ideali di “Giustizia e Libertà”
collaudati nella Resistenza. M’auguro che qualcuno si faccia avanti
con serietà e determinazione…”. Anche se mi duole non poter più
leggere quelle ben informate nove colonne a cui come ho già detto ero
assai affezionato – e per più motivi -, rimango però nella fiduciosa
attesa che l’auspicio del direttore prima o poi possa avverarsi.
Sarebbe veramente più che congeniale poter nuovamente un giorno
rivedere questa testata pronta a riprendersi il suo posto e a
ricominciare quella sua importante lotta, che è
sempre stata così tanto fraternizzante ed anche veramente molto costruttiva.

Luciano Masolini

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