mercoledì, 20 Novembre, 2019

Scrive Luciano Masolini:
Attualità del pensiero di Salvemini

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In queste giornate autunnali, mentre stavo facendo una mia breve riflessione su come potersi rapportare al meglio verso i complicati tempi che stiamo vivendo che reputo essere particolarmente confusi e dove ormai, purtroppo, uno sfrenato qualunquismo (che tanto ci abbruttisce) va spesso sovrastando un po’ su tutto e tutti, arrivando persino – tra vari giochi d’affari e infinite corruttele – a ferire tante volte anche le cose migliori, ho sentito ancora una volta il bisogno di andarmi a rileggere qualche pagina degli imperdibili ed istruttivi scritti di Gaetano Salvemini.

Una di quelle rare e belle personalità a cui mi accostai tanti anni fa e dal quale poi non mi sono mai più allontanato. Attratto da quel suo profondo senso critico e soprattutto da quella sua trasparente coscienza, a cui guardo con una certa ammirazione. Insomma, uno di quegli apprezzabili esempi che secondo me vale davvero tentare di seguire. Rimanendo a ridosso di quelle mie modeste considerazioni ho quindi, come dicevo, ricercato negli scaffali della mia libreria qualcosa che appunto mi riportasse nuovamente a lui. E così, in una vecchia pubblicazione curata agli inizi degli anni Settanta dallo stesso “Movimento Salvemini” (che per la sua attività e per tutto quello che esso rappresenta, definire degno di lode è dire veramente poco), ho trovato alcuni stimolanti pensieri, che mi sembrano abbastanza interessanti proprio per quello che essi dicono: “Oggi il culto della violenza si contrappone al culto della ragione. Io non sostengo che quelli che credono nella ragione combattono una battaglia perduta: non è necessario credere nella vittoria per iniziare la lotta e proseguirla”, “Certe arroganze conquistatrici, attraverso cui tutti i popoli passano in un dato periodo del loro sviluppo, sono indizio, non di energia, ma di immaturità, di incoltura e di scarsa capacità di previsione e di calcolo”, “Un fatto solo è sicuro: che tra i fattori dell’avvenire esiste anche la nostra volontà, la nostra azione, la nostra testardaggine… Solo chi s’arrende ai fatti compiuti non vi troverà nulla perché non vi avrà messo nulla”, “Chiarezza nell’espressione è probità nel pensiero, nell’azione. Oscurità nell’espressione produce, se non già nasconde, obliquità morale”.

Luciano Masolini

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