venerdì, 13 Dicembre, 2019

Scrive Luciano Masolini:
Cinica e pericolosa indifferenza verso il razzismo

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Con centocinquantuno voti a favore, novantotto astenuti (cioè tutti i principali partiti del centrodestra) e nessun no, lo scorso 30 ottobre è stata approvata al Senato un’importantissima mozione da cui ha preso avvio la neo Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. La senatrice a vita Liliana Segre, che proprio per tale specifica Commissione si è molto meritoriamente prodigata, di fronte al parziale consenso che quella mozione ha ottenuto, ha rammaricamente dichiarato: “Speravo che sull’odio in generale il Senato sarebbe stato festante e avrebbe trovato una sintonia generale”.

Purtroppo la sua speranza si è invece infranta, almeno in parte, con quei tanti voti che inspiegabilmente sono stati appositamente fatti cadere nel vuoto. Una scelta (se pur legittima) comunque tanto discutibile quanto deludente. Eppure, come spesso notiamo, siamo ormai frequentemente circondati da incresciosi episodi a sfondo razzista che, tra l’altro, vengono tante volte pure tendenzialmente minimizzati. In un passaggio del criticato testo della suddetta mozione vi si leggono in proposito, infatti, queste testuali frasi: “(…) Negli ultimi anni si sta assistendo ad una crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica, accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web. Parole, atti, gesti e comportamenti offensivi e di disprezzo di persone o di gruppi assumono le forme di un incitamento all’odio, in particolare verso le minoranze, così, anche se non sempre sono perseguibili sul piano penale, comunque costituiscono un pericolo per la democrazia e la convivenza civile. Si pensi solo alla diffusione tra i giovani di certi linguaggi e comportamenti riassumibili nella formula del “cyberbullismo”, ma anche ad altre forme violente di isolamento ed emarginazione di bambini o ragazzi da parte di coetanei…”.

La stessa senatrice – non dimentichiamolo, sopravvissuta ai campi di sterminio – è ormai in continuazione bersagliata sui social da ignobili e vigliacchi insulti antisemiti da parte di autentici mentecatti, ma sarebbe meglio dire poveri imbecilli. Se perciò quei numerosi voti gettati via rattristiscono davvero così tanto, ancor più è però il dispiacere per le numerose offese nei confronti di una persona che ha già subito e sopportato anche fin troppa sofferenza. Al di là di tutto comunque auspichiamoci che Liliana Segre, a cui esprimiamo tutta la nostra migliore simpatia e la nostra più forte e sincera solidarietà, possa continuare in queste sue luminosissime lotte (a cui ci accodiamo più che volentieri), rompendo così quella cinica indifferenza – che nostro malgrado – va così bene radicandosi e diffondendosi sempre più.

Luciano Masolini

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