venerdì, 20 Settembre, 2019

Scrive Luciano Masolini:
La democrazia del socialismo

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Nel 1926 su un numero de “Il Quarto Stato”, la pregevole rivista socialista di cultura politica fondata proprio in quel medesimo anno da Pietro Nenni e Carlo Rosselli, comparve un articolo a firma di Rodolfo Morandi (1902-1955), un nostro illustre compagno il quale, fra
le tante altre cose, aveva pure istituito – nel 1934 a Milano – assieme a Lelio Basso e ad atri amici il “Centro interno socialista”.
Scopo principale di questo Centro (particolarmente meritorio anche per la sua fervente lotta antifascista), diretto dallo stesso Morandi, fu quello di tentare di rimettere in piedi il Partito. Deputato alla Costituente, Morandi divenne in seguito pure ministro per l’Industria e commercio ed inoltre alla fine del 1945 lo troveremo proprio alla guida del Psi, se pur per un breve periodo.

Il suddetto articolo, intitolato “La democrazia del socialismo”, è uno scritto talmente ben
fatto ed estremamente interessante su cui vale senz’atro la pena di porvi un po’ di attenzione. Ne riporto la parte conclusiva dunque, dove è proprio ben condensato tutto il profondo senso dell’articolo: “… La democrazia del socialismo non una teoria o un sistema politico (…), ma la concreta realtà d’una religione, la realtà di una religione nuova. Questo conviene ripetere a chi ischeletrisce la realtà del socialismo in fredde e secche formule, a chi sogna di compiere con pochi tocchi alle leggi la realizzazione dello Stato socialista. Alla rivoluzione socialista deve aprire la via un’opera grandiosa di auto-educazione, perché essa si può affermare solamente sora un integrale amplissimo rinnovamento delle coscienze. Educazione non significa un’impresa disperante di persuasione individuale, ma in
conformità dei nuovi principii, significa azione e lotta condotta alla luce d’un principio in cui si crede, in cui si ha fede, la lotta che educa i popoli. Il proletariato che ha acquistata la coscienza del proprio essere, che ha acquistata la coscienza del proprio dover essere, si batte come classe per affermare l’unità dilaniata dell’umana società. In una irreducibile lotta di classe – termina Rodolfo Morandi con le sue alte doti intellettive -, fondata sopra una coscienza incrollabile di classe, e intesa alla dissoluzione definitiva delle classi, è il principio educativo più forte e possente del socialismo”.

Luciano Masolini

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