domenica, 23 Febbraio, 2020

Scrive Luciano Masolini:
Ricordare il Craxi garibaldino

0

Tra i molteplici periodi storici, quello che più di qualsiasi altro ebbe un maggior impatto su Bettino Craxi (di cui proprio in questi giorni se ne sta ricordando l’anniversario della morte) fu sicuramente il Risorgimento. In particolare a destare in lui un forte interesse sarà l’Eroe dei Due Mondi, il principale ed affascinante protagonista di quell’epoca. Craxi, infatti, ritenendolo il precursore del socialismo, ne rimase sempre molto attratto e pure influenzato. Sono varie le volte nelle quali il nostro compianto leader manifestò, appunto, tutta la sua simpatia ed ammirazione nei riguardi di Garibaldi. Una di queste sue testimonianze – che ho appena rintracciato – fu l’accurata e ben condotta lezione (dal risvolto assai educativo) che egli tenne il 6 maggio del 1988 presso l’Università di Urbino.

Vista l’imminente commemorazione di domenica prossima ad Hammamet (alla quale mi sento in dovere di inviare i miei partecipi omaggi), ritengo senz’altro più che opportuno fare riemergere alcuni punti salienti di quella efficace lezione, dalla quale emerge un’entusiasta Craxi garibaldino, così pieno di tanta passione: “Signor Magnifico Rettore, Signori Professori, Studenti, Studentesse, Signore e Signori. (…) Sono molto lieto di poter aprire, di fronte a voi, il capitolo della storia patria che riguarda il Generale Garibaldi, per illustrare ed approfondire alcuni aspetti della sua vita, della sua personalità, del suo pensiero, della sua opera. L’Italia è ricca di statue di Garibaldi, di vie e di piazze (…). Se facessimo un’inchiesta, un sondaggio di opinioni tra gli italiani, scopriremmo che questa figura tanto popolare, e così familiare per gli italiani, è ugualmente tanto poco conosciuta. Si sa e si ricorda a mala pena che fu il liberatore delle Due Sicilie e il condottiero della vittoriosa impresa dei Mille. Quale fosse la sua personalità, che cosa pensasse, quale fosse la sua politica, il su credo religioso è, in generale, assai meno noto.Pochi sanno per esempio che Garibaldi era uomo di fede religiosa, un credente. Egli fu nel contempo un feroce anticlericale giacché vedeva il grande ostacolo sulla via della costruzione dell’unità nazionale rappresentato dal potere temporale della Chiesa e dalla influenza nefasta che il potere temporale finiva con l’esercitare in Europa in contrasto con la rivendicazione di indipendenza e di unità degli italiani. Animo spirituale e religioso, Garibaldi diceva: “Io credo in Dio come credo all’immortalità dell’anima mia”, e credeva “nell’immortale cristianesimo”. Dal punto di vista politico egli era ad un tempo un uomo di schietta formazione democratica e di accentuata ispirazione socialista. Si era accostato alle scuole del socialismo sin da giovane, anzi da giovanissimo. (,,,) La passione socialista di Garibaldi è più che mai viva nel ’70 e nel ’71, di fronte alla tragica epopea della Comune di Parigi. (,,,) Nel 1881,nasce, sotto la spinta di Andrea Costa, il Partito socialista rivoluzionario di Romagna. nel 1882 vedeva la luce il Partito operaio italiano. Nel 1882 moriva Giuseppe Garibaldi, e Osvaldo Gnocchi Viani che era stato uno dei promotori della nascita del Partito operaio, scrive: “Possa la storia scrivere nelle sue pagine immortali che l’anno in cui Garibaldi morendo chiudeva in Italia un’era, il Partito operaio nascendo ne apriva una nuova”. Dieci anni dopo, nel 1892, nasceva il Partito Socialista Italiano. Alla Sala Sivori si era consumata la separazione tra socialisti e gli anarchici; ed i socialisti si erano riuniti allora nella Sala dei Carabinieri genovesi, che erano stati tiratori scelti di carabina di Garibaldi; un gruppo di giovani che aveva partecipato all’impresa dei Mille. E’ proprio nella Sala dei Carabinieri genovesi che nasce il Partito Socialista Italiano. Prendeva corpo in quel momento ed in forma organizzata, agli albori del nuovo secolo, il movimento socialista che Garibaldi aveva tenuto per così dire a battesimo. Garibaldi – concluse Craxi – non fu solo una grande anima ed un grande artefice dell’unità nazionale e della nazione italiana; fu un pioniere del movimento socialista e lui stesso lo ricordava quando diceva: “Il mio repubblicanesimo differisce da quello di Mazzini essendo io socialista” .

Luciano Masolini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply