lunedì, 17 Giugno, 2019

Scrive Luciano Masolini:
Salvare Radio Radicale, contributo alla libertà

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A fine marzo si è svolto il sesto Congresso del Partito socialista
italiano con la proclamazione all’unanimità del neo segretario Enzo
Maraio, al quale faccio molto volentieri gli auguri per un proficuo
mandato. Ho notato che pure stavolta sono state poche le testate
giornalistiche che si sono occupate dell’assise. Anche in questo caso
se non ci fosse stata Radio Radicale che ha trasmesso la diretta
integrale del Congresso non avrei potuto, quindi, seguire i vari ed
interessanti lavori, che sono stati numerosi e ben partecipati.

Purtroppo però tale Radio, così particolarmente rilevante rischia – ma facciamo forti scongiuri – di spegnere presto le sue frequenze. Non mi dilungherò sui suoi meriti, che sono veramente molteplici, ma il suo eventuale oscuramento sarebbe sicuramente una gravissima perdita per tutta la nostra democrazia. Spesso la Radio ricorda ai suoi ascoltatori che essa “è dentro il Palazzo, ma fuori dal Palazzo”.

Ecco, è proprio in questo calzante slogan che si può ben riassumere la specificità e lo scopo dell’efficacissima emittente, che non ha
davvero eguali. Una Radio che fin dal suo sorgere (1976) non ha mai
escluso nessuno, dando infatti voce dai suoi liberi microfoni a tutti
quanti ed anche, appunto, a tutti i colori politici possibili. Voglio
tanto sperare che chi di dovere prenda almeno atto del valore di
questa Radio, del suo encomiabile patrimonio e di quanto essa sia così utile alla società. Sulla piattaforma www.change.org si stanno
raccogliendo le firme in suo favore, un piccolissimo gesto ma che vale davvero molto. In fondo, mettere in salvo Radio Radicale significa contribuire ad aiutare e a custodire quella bella e preziosa cosa che è la libertà. A cominciare proprio anche dalle libertà di tutti quanti noi.

Luciano Masolini

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