sabato, 24 Ottobre, 2020

Scrive Luciano Masolini:
Zamenhof, l’esperanto e l’Europa

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Lazzaro Ludovico Zamenhof (1859-1917) non solo andò creando la lingua universale esperanto, che la ideò tra l’altro in modo alquanto sublime stando, infatti, molto attento ad escogitare – con quel suo innato ingegno – ogni minimo accorgimento pur di dar vita ad una lingua che – grazie alle sole sedici regole grammaticali – è particolarmente semplice e di conseguenza davvero molto adatta a chiunque, ma egli è anche colui che proprio in tale lingua riuscì abilmente ad immettervi una specifica anima del tutto neutrale; la quale anima gli ha per sempre elargito una caratteristica impronta armoniosamente cosmopolita. Il tutto dovuto a quella sua innata inclinazione verso l’altruismo che nel Doktoro Esperanto (così lo chiamavano gli amici) era assai sentito e pure diligentemente praticato. Leggendo il seguente breve ma denso pensiero scritto proprio dallo stesso Zamenhof, si può già percepire qualcosa di quel suo ricercato ideale ed anche del perché volle generare (con non poco fatica) la lingua esperanto, che ha ormai superato ben centotrent’anni di capillare e fruttuosa divulgazione. “E’ sempre necessario tener presente il bene dell’umanità, e malgrado gli ostacoli occorre impegnarsi con gran tenacia, senza soste o inerzia, per lo scopo comune”.

 

Luciano Masolini

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