domenica, 31 Maggio, 2020

Scrive Luigi Mainolfi:
Alto Calore e bassa qualità

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La vicenda Alto Calore sta dimostrando l’inadeguatezza della classe dirigente e degli amministratori irpini. Affrontano argomenti seri con preoccupante superficialità. E’ tornato un vizio antico: da una premessa sbagliata, cercano di ottenere un risultato esatto.

All’interno dell’Assemblea dell’Alto Calore Servizi sono emerse due posizioni: quella favorevole e quella contraria alla privatizzazione. Ciò ha richiamato concetti antichi. Nella prima Repubblica, si scontravano sostenitori delle privatizzazioni e sostenitori della presenza dello Stato in economia. Non so se per ignoranza o per furbizia, i primi paragonavano il PRIVATO onesto, efficiente e altruista al Pubblico corrotto, inefficiente e clientelare. Di talché, era quasi normale preferire la privatizzazione delle imprese e degli Enti di Servizio. I difensori del Pubblico si dimostrarono poco convincenti e persero il confronto. Il 2 novembre 1992 (data significativa), il Ministro del Tesoro, del Governo Amato, diede iniziò all’era delle privatizzazioni, con la svendita di Enel e di ENI. Pensavo che le cose ascoltate e viste, dopo il crollo del Ponte Morandi, avessero fatto capire che i privati tendono al massimo rendimento; che non sono tenuti ad aiutare il Bene comune e che, per loro, i cittadini sono solo clienti pagatori. Nelle varie discussioni, aventi ad oggetto “Pubblico si, Pubblico no”, ho notato che molti pensano che, negli altri Paesi europei, tutta l’economia sia in mano ai privati.

Quando faccio notare che in Germania, tramite la Kfw, i Lander, i Comuni e altri Enti locali, il pubblico controlla una robusta fetta delle attività economiche; in Francia, tramite l’APE e la Bpi, esiste una situazione analoga; in quasi tutti gli altri Paesi sta crescendo la “voglia dello Stato azionista”, i miei interlocutori incominciano a balbettare. Esiste anche un’altra condizione: gestione del Patrimonio Pubblico affidata a un Ente Privato, nel quale, però, lo Stato ha la maggioranza assoluta. Torniamo all’Alto Calore, premettendo che il confronto deve avvenire tra grandezze commensurabili (Pubblico serio ed efficiente e Privato serio ed efficiente) e che una cosa è parlare di Aziende, che trasformano merci, e altra cosa è parlare di quelle che distribuiscono un bene pubblico, come l’acqua. Ho sempre pensato che un bene pubblico non deve essere ceduto a privati e che la gestione pubblica deve essere più seria e severa di una gestione privata.Gli amministratori di un Ente Pubblico devono essere persone serie e capaci, non servi di chi li nomina o dei propri egoismi. Nel nostro caso, le Forze Politiche e, soprattutto, i Sindacati avrebbero dovuto vigilare, anche perché la gestione allegra avrebbe provocato danni alle famiglie, come l’aumento delle cifre sulle bollette dimostra. L’Alto Calore è in coma profondo perché è stato gestito male. Ho letto che nel 2013, le perdite aumentarono di 5 milioni di euro, portando il totale a 104 milioni. Il numero dei dipendenti era di 359, di cui 130 operai e 229 impiegati. Già la prevalenza degli impiegati sugli operai doveva allarmare. Il Piano Industriale, che, per qualsiasi azienda è “il certificato di nascita”, non è stato mai oggetto di analisi e di confronti. I Comuni sono soci del Consorzio e, pertanto, hanno un loro rappresentante in assemblea. In tanti anni hanno fatto come le scimmie: non vedo, non sento, non parlo. Dovrebbero spiegare perché non si sono accorti della cattiva amministrazione. Inoltre, chi conosce le mansioni dei funzionari e i loro stipendi? Le indennità del Consiglieri a quanto ammontavano? Quanti funzionari lavoravano anche come Professionisti, extra Alto Calore? Chi autorizzò un Funzionario ad assumere la Carica di Presidente del Parco dei Picentini e, poi, del Parco del Partenio?

Di negatività se ne possono aggiungere molte altre. I sindacati, che avrebbero dovuto vigilare sulla gestione, hanno mai sollevato problemi? E, poi, ci lamentiamo del populismo. In democrazia il popolo, delega i suoi rappresentanti a vigilare sull’amministrazione della cosa pubblica. Il mio pensare che gli appartenenti a partiti, che, nei comizi e nei convegni, invocavano onestà e bene comune, fossero sinceri, non mi spingeva a dubitare. Faccio mea culpa. Restai basito, quando venni a conoscenza di quanto percepivano i componenti del Consiglio di Amministrazione. Perché non si fa conoscere l’entità delle buonuscite dei funzionari? A questo punto, sono legittime alcune domande, relativamente ad altri Enti: 1) Che fine ha fatto l’Alto Calore Patrimonio? 2) Come viene gestita e quanto costa Irpiniambiente? 3) Cosa fa l’ATO e quanto costa? Speriamo di avere risposte.

Luigi Mainolfi

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