sabato, 16 Febbraio, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
I populismi creano illusioni e confusione

0

Giorni or sono, mi trovai a discutere con venezuelane e italo-venezuelane. Tre stanno in Italia da molto tempo, le altre tre, da poco sono “scappate” in Italia, per l’incertezza politica e per le disastrate condizioni economiche del Venezuela. Le notizie che leggiamo ci danno l’impressione di un Paese allo sbando. Erano tutte contro Maduro. Registrai gli argomenti e il loro modo di discutere. Mi sorprese la loro reazione, quando dissi di essere socialista. Mi considerarono simpatizzante di Putin e, quindi, di Maduro. Quasi a conclusione della discussione, feci notare che Chavez e Maduro sono il prodotto della cultura dominante del loro Paese. Le analoghe situazioni, vissute da altri Paesi sudamericani, confermavano il rapporto tra mentalità e instabilità politica. Precisai che il mio socialismo era alternativo all’ideologia, che aveva prodotto Putin. Non notai comprensione. Le mie interlocutrici facevano riferimento ad argomenti particolari, dimostrando di non avere una modello di società. Ebbi la conferma che, in Venezuela, si contrappongono due populismi. Nel piccolo, sembra l’Europa, durante la Guerra Fredda: una parte tifava per l’imperialismo economico degli USA e l’altra per l’imperialismo militare di Baffone. In Venezuela, tutto ruota intorno alla gestione della risorsa Petrolio. Non c’è un confronto tra modelli di sviluppo, ma lotta tra personaggi, i quali utilizzano argomenti particolari e protezioni esterne. I duellanti sembrano uguali e contrari. Intatti, il cambio dei Presidenti non ha mai determinato il miglioramento delle condizioni socio-economiche.

La discussione mi scaraventò con la mente nella situazione italiana, per la quale, tempo fa, avevo espresso il timore di una deriva venezuelana. Infatti, da molti anni si parla di aspetti particolari e “l’agenda dei lavori” viene dettata dalle Lobby, che provengono dalla destra economica tradizionale e dalla sinistra, diventata destra (Unipol, Mondo delle Cooperative, Terzo settore, Ecc.). Alla trasformazione delle forze politiche italiane, non sono stati estranei i potenti Circoli internazionali. Sono scomparsi i confronti tra ideologie e tra gruppi di valori. Tutto è influenzato dalla triade Banche- Finanza –Assicurazioni. Ad ogni movimento non resta che affidarsi alla capacità di comunicazione del suo capo, pronto a sostituirlo nel momento in cui la troppa esposizione e le eventuali contraddizioni iniziano ad appanarlo. Chi governa getta fumo negli occhi, con false e continue promesse, gesti caritatevoli e decisioni, che fanno aumentare le diseguaglianze e provocano sottosviluppo in parti importanti del territorio. Non sono capaci di progettare la valorizzazione delle risorse. Con una battuta, potremmo dire: “ si rafforzano i centri per l’impiego, per fare carità, non perché bisogna ordinare una crescente offerta di lavoro”. Tutto quello che si sente e si legge, da mane a sera e per tutti giorni della settimana, sul Reddito di Cittadinanza, è la dimostrazione dell’ignoranza in economia e delle difficoltà culturali per capire gli effetti di ciò che avviene nel Mondo, sulla nostra economia. Invece, di fare scelte, che fanno aumentare l’occupazione, stanno consigliando di apprendere come si fa per apparire povero e percepire il Reddito di Cittadinanza. Il movimento 5Stelle sembra un movimento sudamericano.

Ovviamente, i consensi arrivano, ma, se pensiamo agli effetti futuri delle loro scelte, ci vengono i brividi. Sul balcone di fronte, abbiamo la Lega, che sfrutta l’argomento: immigrati. Lo utilizza in modo intelligente, sfruttando la miopia e la stupidità dei “buonisti per caso”, che sembrano la Maria Coretti della politica. Quelli del PD sembrano contenti di morire uccisi, perché pensano di essere accolti nel Regno dei cieli. Si limitano a dire e fare il contrario di quello che dice e fa Salvini (ritorna la caratteristica venezuelana), facendolo vivere e crescere grazie a un solo argomento.

L’informazione televisiva fa il resto. Se moltiplichiamo il numero dei canali televisivi per le ore che ciascuno dedica al problema dei migranti e a quello del Reddito di Cittadinanza, abbiamo un bombardamento di banalità, che confonde i poveri telespettatori e li distrae dai veri problemi. I leader dei tre movimenti più votati non hanno storia politica, né esperienza amministrativa. Infatti, Di Maio è uscito dal cilindro di un comico; Salvini è stato espulso dall’acqua Santa del Nord; i dirigenti del PD sono usciti da sotto il letto, sul quale facevano l’amore ex DC e ex PCI. Sono tutti statuine dai piedi di argilla. Arrivano i dati Istat e le loro certezze crollano. I veri politici sono quelli, le cui scelte fanno migliorare la società, in tutti i suoi aspetti. Chi aspetta i dati per capire è improvvisatore. Altre volte abbiamo richiamato le voci negative del Bilancio Statale, che, purtroppo, diventano sempre più consistenti. Nessuna forza politica se ne impipa, limitandosi ad invocare investimenti in opere pubbliche. Sono sicuramente utili, ma ci vuole anche dell’altro. Intanto, un pò di lotta al dumping, praticato dai Paesi, dai quali importiamo, non guasterebbe.

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply