giovedì, 18 Luglio, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Conoscere per governare

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Su Il Mattino di mercoledì, 1 maggio, ho letto “ Il Sud è escluso dalla mini-ripresa” e “Il Sud è in crisi profonda”. Questi titoli, mi spingono a riprendere alcuni argomenti. Le dinamiche economiche fanno temere che, se la classe dirigente meridionale continua ad essere piagnone e superficiale, il Sud andrà sempre peggio. Riporto qualche dato. A Bolzano, gli occupati sono il 79% e l’occupazione giovanile è al 60,7%, in Campania gli occupati sono il 45,3% e l’occupazione giovanile è al 22,6%, dato, che sarebbe più basso, se i giovani fossero rimasti in Campania.

La competizione elettorale per le europee doveva essere l’occasione per confrontarsi su queste problematiche, al fine di partorire proposte impegnative per le Forze politiche. Questa esigenza, per il Sud, sta diventando vitale. La velocità con la quale il mondo e i rapporti tra la varie zone cambiano non è costante, nel tempo. Infatti, mentre dal 1900 al 1950 (50 anni), la popolazione mondiale passò da 1 miliardo e 650 milioni a 2 miliardi e 521 milioni (+871 milioni), dal 1950 al 1999 (49 anni), da 2.521 milioni a 5.978 milioni (+ 3.458 milioni) e, dal 2010 a marzo 2019 (solo 8 anni), è aumentata di 790 milioni. I continui spostamenti, delle persone, da un continente ad un altro, hanno conseguenze sulle economie e sui rapporti, tra gli Stati, specie quando non sono programmati. La guerra a rate, di cui parla il Papa, è relativa a conflitti economici, come quello tra Cina e Trump ( dumping contro protezionismo). La ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e l’evoluzione culturale hanno modificato le caratteristiche dell’economia. Ricordiamo che fino al XIX secolo, l’economia aveva, come settore dominante, l’agricoltura, in compagnia dell’artigianato e del commercio locale.

Il settore dei servizi era marginale e l’occupazione era distribuita, fisiologicamente, sul territorio. Lungo il secolo XX, la trasformazione è stata epocale. L’urbanizzazione, con il conseguenziale sviluppo edilizio, l’industrializzazione, i trasporti pubblici e privati, la militarizzazione degli Stati, i conflitti avvenuti o temuti, ecc, determinarono la prevalenza delle attività manifatturiere e industriali, sulle altre. Le problematiche, nate con il nuovo modello economico, fecero nascere le organizzazioni politiche e sindacali. Da alcuni decenni, vediamo la scomparsa di complessi industriali (come Bagnoli); il trasferimento, all’estero di attività Manifatturiere; la concentrazione della popolazione in megalopoli e la contemporanea desertificazione di vasti territori, ecc. Nei Paesi occidentali, i settori Bancario, Finanziario e Assicurativo sono diventati più importanti di quelli tradizionali. Settori, che non creano ricchezza, la spostano tra persone e tra territori. L’economia è diventata virtuale. Ciò, ha provocato cambiamenti nelle Città e nei rapporti tra i gruppi sociali. L’e-commerce sta mettendo in ginocchio Città, come Avellino, che avevano nel commercio la fonte economica più importante. Le problematiche scaturenti dalle variazioni avvenute, e in atto, fanno ritenere superate le analisi di molti meridionalisti, che hanno influenzato diverse generazioni.

A mio avviso, Rossi-Doria, invece, è attualissimo. Lo dimostrano i suoi scritti, le sue proposte e le leggi da lui caldeggiate. Alcune sue espressioni, sintesi poetica di analisi e ragionamenti, sono illuminanti: 1) “Occorrono conquiste concettuali adeguate”; 2) “I territori che non valorizzano le proprie risorse, non usciranno dal sottosviluppo”; 3) “Non c’è un giorno da perdere”. Una delle conquiste concettuali, da fare, è “ Il terreno agricolo è una validissima risorsa”. Gli antichi sostenevano che i popoli, che abbandonavano l’agricoltura, erano destinati a perire”. L’aumento della popolazione fa aumentare la richiesta di prodotti agricoli. L’unico prodotto, che aumenta sempre, è il prodotto alimentare. Purtroppo, nel periodo dei palazzinari e dei “pezzenti sagliuti”, il terreno è stato consumato per soddisfare l’aspirazione ad apparire “nobili”. Quanti vigneti, noccioleti, uliveti e orti sono scomparsi per far posto all’edilizia speculativa. Purtroppo, in alcuni comuni la strage continua. La sanità e l’assistenza alle persone creano lavoro ed economia. Il Sud è diventato cliente del Nord, dove aumenta il lavoro e la ricchezza. I Meridionali, finora, hanno dimostrato di non sapere utilizzare le bellezze paesaggistiche, il folclore e la cultura per richiamare turisti. Su 100 stranieri, che entrano in Italia, solo 6 scendono a Sud di Roma.

L’Irpinia è un esempio negativo. Pur avendo un validissimo patrimonio di cultura e folclore, si limita alle sagre mangerecce, buone soltanto per fare aumentare il diabete. Per finire, ricordiamo un’altra negatività. L’economia attuale, ripetiamo, trae un notevole incremento dal risparmio e dai servizi finanziari e assicurativi, che vedono il Meridione donatore di sangue (risparmio) e acquirente di servizi. Da decenni, vado proponendo, la creazione di una Società di assicurazione e di una Finanziaria, provinciali o regionali. Riscontro: zero. Amici, finora, non ho visto nessuna Forza politica dimostrare interesse per argomenti, come quelli accennati. E, Voi?

Luigi Mainolfi

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