giovedì, 9 Luglio, 2020

Scrive Luigi Mainolfi:
Esportiamo ricchezza e importiamo povertà

0

E’ evidente che moltissimi rappresentanti del popolo, che siedono in Parlamento, hanno difficoltà a parlare di argomenti socio-economici. Le ragioni sono l’improvvisazione, che li fa considerare “eletti per caso”, e l’ignoranza nelle discipline che caratterizzano la politica. Queste condizioni, negative in un’economia tradizionale e refrattaria alle influenze geo-politiche, diventano disastrose in un periodo carico di incertezze, che fa intravedere preoccupanti cambiamenti nello stile di vita. La corsa drogata verso l’economia virtuale ha fatto essiccare il rapporto tra sensazioni sociali e sviluppo e ha favorito la vittoria delle technologies sulle humanities. La propensione al consumo di beni e servizi, che è un indicatore dell’andamento dell’economia, è influenzata dalla qualità della vita, dalla fiducia nel futuro e da avvenimenti più o meno prevedibili. Questi argomenti erano motivo di riflessioni politiche, adesso sono stati “messi al bando”. Inoltre, nessuno si preoccupa del fatto che imprenditori italiani trasferiscono le loro attività in altri Paesi, producendo una grande ferita al nostro settore manifatturiero e la perdita di posti di lavoro.

L’esplosone della globalizzazione ha fatto il resto, anche per la miopia dei politicanti. Il socialista Conte ha detto: “L’Italia è rimasta ai margini della globalizzazione, mentre questa ha assorbito l’Italia”. Anche la famosa considerazione “Basta il battere delle ali di una farfalla in Asia per causare un uragano in America” non ha provocato aperture mentali. Perciò, Covid 19, che, come ha detto Maria Rita Gismondo, ha avuto effetto su sanità, economia, ambiente, politica sociale e psicologia, ha trovato il nostro Paese impreparato, con forze politiche abituate più a fare battute, che a impegnarsi per organizzare strategie utili a superare la crisi. Il vuoto politico e culturale viene colmato con sceneggiate quotidiane e con comunicati fuorvianti. Eppure, c’erano documenti illuminanti. Ricordo che, nel 1982, al Convegno PSI “Governare il Cambiamento”, svoltosi a Rimini, furono lanciati avvertimenti, che si stanno dimostrando profetici.

Martelli disse: II Mondo sta diventando come l’oggetto misterioso del film “2001, Odissea nello spazio”. Craxi avvertì che “l’Italia doveva stare attenta a non perdere due sfide: quella dei paesi che investono nella ricerca scientifica e nell’istruzione e quella dei paesi nei quali il costo del lavoro è prossimo allo zero”. Sono passati 40 anni e l’Italia si trova in condizioni preoccupanti. Gli elementi che dimostrano lo stato quasi comatoso del nostro paese stanno sotto gli occhi di tutti. Ne richiamo alcuni: 1) L’Italia importa decine di milioni di cellulari, computer, stampanti, fotocopiatrici, ecc. Con tutta la presunzione culturale, siamo un ottimo cliente della Corea del Sud e di altri Paesi e facciamo crescere un voce negativa del Bilancio Statale; 2) Ben 2.000 imprese italiane si sono trasferite in Cina, indebolendo, così, il nostro settore manifatturiero e distruggendo posti di lavoro, mentre si cedono Hotel, squadre di calcio e altro alla Cina, che fa capire di essere interessata a rafforzare la sua presenza speculativa in Italia. Daniel Cohn-Bendit ha affermato: “Riportare in Europa operatori economici cinesi, significa creare le premesse per far fare alla Cina un solo boccone di qualsiasi paese europeo”; 3) ll primo Ministro della Bulgaria, con onestà, ha ringraziato l’Italia, perché nostri imprenditori hanno investito nel suo Paese, creando occupazione e, quindi, ricchezza; 4) Nel nostro Paese ci sono migliaia di negozi cinesi, che vendono dall’A alla Z, con addetti per lo più cinesi. E’ facile immaginare quanti soldi vengono trasferiti nel loro paese; 5) Quando i nostri migranti mandavano rimesse dai Paesi in cui lavoravano, la Politica li ringraziava perché le loro rimesse erano una voce attiva del Bilancio Statale. Adesso, milioni di immigrati, con una percentuale alta di clandestini, mandano rimesse nei loro Paesi. Il danno è grande. 6) Molti Comuni erano famosi per la produzione artigianale di beni di largo consumo. Adesso, tutto è stato trasferito nei Paesi dell’ EST. 7) Siamo diventato paese importatore di prodotti agricoli, anche di Grano dal Canada, che, secondo esperti, contiene residui tossici; 8) Esportiamo ricchezza e importiamo povertà, con gioia della Caritas e affini. L’elenco potrebbe continuare. Un altro fatto preoccupante, si parla, giustamente, dei settori e delle categorie in crisi o sull’orlo del fallimento, non si parla, però, dei settori per i quali Covid 19 si sta dimostrando una manna. Evidentemente, fa comodo rappresentare la situazione più nera della realtà, per calcolo politico o per giustificare la politica della pietà, che crea poveri, per averli come clienti o servi. Da chi Governa, a tutti i livelli, abbiamo dichiarazioni macchiettistiche, senza una visione strategica. Si parla di cifre per creare aspettative o appetiti dei grandi e si elargiscono elemosine ai mendicanti. Bisogna ammettere che sono bravi a distrarre il popolo. Intanto i Governatori, a scadenza, stanno utilizzando Covid 19 per la campagna elettorale.

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply