venerdì, 15 Novembre, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Il lupo perde il pelo, ma…

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Non ne posso più di vedere persone, che, pur avendo avuto cariche e incarichi politici e amministrativi, senza produrre cose utili per lo sviluppo del territorio, vogliono apparire difensori del Mezzogiorno. Molti, abituati a trarre vantaggi dall’apparire moderni Masaniello, sanno che gli affari si fanno se vengono stanziati fondi per investimenti. Erano abituati ad avere prima gli stanziamenti e, poi, vedere come aggredirli. Incontro persone che, guadagnano molto “gniaccando carte” per progetti inutili.

Non conosco Start Up prodotte da Enti di formazione, mentre conosco personaggi, che, senza fare mai niente, hanno accumulato ricchezze e pensioni. I cosiddetti operatori politici, per coprire la loro inefficienza e ignoranza danno la colpa del sottosviluppo alla Camorra, alla Mafia, alla ‘Ndrangheta, alla Sacra Corona. Nessuno si sofferma a considerare che per fare un intrallazzo ci vogliono minimo tre qualifiche: un amministratore, un funzionario e un beneficiario, che può essere un imprenditore o un camorrista. Per avere la conferma, basta guardarsi intorno. Anche le storie di alcune squadre di calcio sono illuminanti. Durante la mia esperienza politico-amministrativa sono stato destinatario di diversi tentativi di corruzione e di minacce. Di alcune, ho scritto nel mio “Confessione di un uomo normale ed altre storie”. Quando iniziò la costruzione della strada a scorrimento veloce “Valle Caudina-Avellino, contro la quale mi dichiarai, con articoli e con interviste alle televisioni locali, fui oggetto di minacce serie. Un giorno, mi telefonò mio cugino Salvatore e, piangendo, disse:- Smettila. Non venire più a Rotondi, altrimenti ti faranno la pelle. Nella mia incoscienza, risposi:- Salvatò, se mi volevano uccidere, non lo dicevano a te. E, non cambiai atteggiamento.

La storia di quella strada, se letta, è più formativa degli articoli di qualcuno della SVIMEZ. Avevo detto (1982), a quelli, che tentarono di coinvolgermi:-Se portate avanti il vostro progetto, che è falso e distrugge territorio, nel 2020 la strada non sarà ultimata. Il 2020 sta dietro l’angolo, e, dopo aver sprecato miliardi, la strada è meno della metà. Ho scritto diverse volte per richiamare l’attenzione della politica, e non solo, sul caso, ma nessuno ha dimostrato interesse. Con il mio comportamento raggiunsi un risultato: conquistai la stima del rappresentante dell’impresa, che, all’epoca, mi considerava fesso. Di casi, che dimostrano gli effetti negativi degli stanziamenti per lo sviluppo, ce ne sono a migliaia (Patti Territoriali, Nuclei industriali, PIP, Attrattori turistici, ecc.). Molti dei responsabili del fallimento dei vari tentativi, come Borgomeo, partecipano a convegni, aventi ad oggetto “l’Autonomia differenziata”, mentre altri, come Gerardo Bianco, partoriscono il Manifesto per l’Italia e tornano sul palcoscenico politico, tentando di occultare la loro storica inutilità. Adesso, facciamo parlare i numeri. Nel primo semestre 2019, in Campania si sono persi 900 posti in agricoltura, 1.300 nelle industrie, 6.500 nel manifatturiero e nelle costruzioni, 7.000 nei servizi. A fronte di un aumento degli occupati al Nord dello 0,7%, c’è stato un decremento al Sud dello 0,3%. Per lo stesso periodo, mentre al Centro Nord, c’è stato un incremento dell’occupazione di 137.400 unità, al Sud, c’è stato un decremento di 26.700 unità. Per capire la qualità del processo economico in atto, al fine di orientare gli sforzi e gli investimenti, è importante osservare le variazioni avvenute nei vari settori. In Campania, il comparto industriale ha avuto una riduzione del -5,3%, quello manifatturiero del -2,7%, quello edilizio del -2,7%, quelli del commercio e dei servizi del -1,4%. Dati, che creano preoccupazione, sia perché il decremento dura da diversi anni e sembra irreversibile e sia per la velocità di trasformazione dell’economia. In altri articoli, ho parlato della concorrenza dei Paesi, che hanno investito nell’innovazione e di quelli, in cui il costo del lavoro è basso. I primi avrebbero attratto energie giovanili italiane e i secondi sarebbero diventate l’Eldorado per imprenditori italiani. Infatti, Alec Ross e Mattia Mor ci ricordano che hanno incontrato creatori di Start up italiani a Londra, San Francisco e a Singapore. Quando si parla del che fare per frenare l’allontanamento del Sud dal Nord, occorre non trascurare l’adeguamento della formazione dei giovani alla produzione di beni e servizi richiesti dalla società. Fare aumentare il numero di laureati in discipline inflazionate e non preparare la produzione di qualifiche richieste dalla società, che cambia, è da incoscienti.

La politica è un’arte seria e il politico non può non essere presbite e per essere tale deve avere intuizione e conoscenza. Da quando la velocità di cambiamento della società è aumentata notevolmente e sulla strada del cambiamento si incontrano diversi incroci, i politici dovevano avere una maggiore capacità di analisi e di orientamento. Invece, in Italia, abbiamo parecchi “ ‘asini di Buridano” e molti operatori, che imboccano le strade più comode per i loro interessi (materiali e psicologici).
Meno male, che la speranza non muore.

Luigi Mainolfi

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