giovedì, 2 Luglio, 2020

Scrive Luigi Mainolfi:
La Democrazia va protetta

0

Nelle Monarchie, l’organizzazione della società dipendeva dalla volontà del Monarca, per poi vivere grazie anche al controllo che la nobiltà esercitava sul territorio, alla rassegnazione degli affittuari e dei braccianti e all’azione cloroformizzante della Chiesa. Nelle Dittature, una persona o un partito, sfruttando populisticamente circostanze particolari, conquistano il potere. Poi, con la polizia, gli slogan e le parate militari riescono a conservarlo. Nelle Democrazie, invece, il popolo, unito da nobili valori e tramite suoi rappresentanti decide l’organizzazione della società, i criteri per la convivenza e le azioni per lo sviluppo sociale ed economico. Le caratteristiche più importanti sono la libertà e l’uguaglianza delle persone rispetto alla legge. I cittadini sono titolari di diritti inalienabili, garantiti dalla Costituzione.

Le differenza tra le Democrazie e le Dittature sono come quelle tra il Paradiso e l’Inferno. La qualità di una Democrazia, però, non resta automaticamente inalterata nel tempo. Se si allenta il controllo o si inquinano i valori, la Democrazia trasforma inesorabilmente le sue caratteristiche e diluisce il suo fascino, fino a partorire le condizioni che agevolano il precipitare verso una dittatura. In Germania avvenne nel 1930, quando la democrazia di Weimar favorì la nascita del nazismo. In Italia, nel 1919, una cattiva imitazione dell’esperienza sovietica e una Democrazia poco democratica fecero esplodere il desiderio dell’ “Uomo forte”, con le conseguenze che conosciamo. La democrazia ha bisogno di una classe dirigente cosciente della necessità di preservarla dall’azione deleteria degli opportunisti e dei falsi democratici. Perciò, deve essere curata e protetta dall’invasione di virus sociali, sempre in agguato.

Quali sono gli strumenti più importanti per difenderla? La risposta è: “ I rappresentanti del popolo, che vengono eletti nei consigli comunali, regionale e nel Parlamento”. Calamandrei, però, riteneva utile la formazione dei cittadini, tanto da affermare che “Per la difesa della democrazia, la scuola è più importante del Parlamento”. Dopo queste osservazioni, mi sembra normale richiamare alcune caratteristiche della nostra società, dalle quali dedurre lo stato di salute della democrazia: 1) Istituti internazionali sostengono che la scuola italiana è poco formativa. Sembra più un luogo per l’apprendistato che uno strumento per formare cittadini difensori della democrazia. 2) Nessuna forza politica dimostra di avere un suo modello di società e un credo sociologico. Sono figlie più del populismo che di ideali. I loro rappresentanti nel Parlamento sono più nominati che eletti. A livello periferico abbiamo più difensori di interessi personali che del bene comune.3) La pandemia ha fatto scoprire la debolezza della sanità pubblica e la voracità di quella privata. Inoltre, abbiamo scoperto che operatori economici hanno spostato i loro interessi verso le RSA, non per amore per gli anziani, ma per speculare sulla loro salute. 4) Da molti mesi è esplosa una guerra tra le varie fazioni della magistratura, che sta evidenziando conflitti tra le varie fazioni. Inoltre, le ultime polemiche televisive fanno pensare a rapporti equivoci tra magistrati e camorra. Abbiamo l’impressione che la camorra e le sue sorelle siano più potenti delle strutture dello Stato e i loro affiliati più liberi e spavaldi degli onesti cittadini. 5) Da decenni, si afferma che siamo il Paese con la più alta evasione tra i Paesi europei. Ovviamente i poveri e i percettori di reddito fisso non possono evadere, ma risentono delle conseguenze negative del fenomeno. Basterebbe seguire l’esempio di paesi del nord Europa e per sconfiggerla. Purtroppo, nessuna forza politica si è posto il problema. Ugualmente gigantesca è il fenomeno dell’usura. 5) Al mondo non c’è nessun’altro Paese con un sistema tributario manicomiale come il nostro, che è utile solo ai potenti e agli imbroglioni. 6) Abbiamo una burocrazia familistica, costosissima, ignorante e logorroica (vedi produzione dei decreti relativi al Covid 19), che pesa come un macigno sui poveri cittadini. 7) Nella prima Repubblica gli imitatori utilizzavano i politici, da alcuni anni sono i politici che utilizzano gli imitatori. 8) Nelle vere democrazie, il presente prepara il futuro, in una logica programmatoria e di ampio respiro ( famosa è rimasta la Programmazione economica del centrosinistra). Intanto, le parole più usate da chi governa sono faremo, prepareremo e costruiremo. 9) I nostri giovani fuggono verso altri Paesi per costruirsi un futuro, mentre I ragazzi si preparano psicologicamente a diventare emigranti. E’ nessuno si interessa delle conseguenze economiche e sociologiche di una tale prospettiva. Che democrazia è quella che esporta ricchezza ed importa povertà? 10) Abbiamo una giustizia lenta come una lumaca e benevole verso i detenuti camorristi. 11) I gestori di servizi (telefonia, luce, gas, autostrade, assicurazione ecc) hanno un comportamento dittatoriale nei confronti dei clienti . La politica guada altrove. Secondo me, la nostra democrazia è malata. Speriamo che non muoia.


Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Avatar

Leave A Reply