martedì, 20 Agosto, 2019

La moneta cattiva scaccia quella buona

0

Ringrazio Angelo Panebianco, che, con l’articolo, pubblicato il 15 u.s. sul Corriere della Sera, mi ha incoraggiato ad esporre alcuni concetti, che mi accompagnano da quando ero giovane. Mentre leggevo, viaggiavo con la mente, cercando un collegamento tra il tempo della “Guerra fredda” e quello attuale. Dai confronti su ideologie e su ideali sono arrivato ai contratti da mercato rionale. Un politico dovrebbe cercare di capire le cause dei problemi, che attanagliano la società, per fare proposte utili a risolverli e far migliorare le condizioni generali. Quando i partiti riuscivano a motivare le masse, si parlava delle condizioni delle classi deboli, della dignità dei lavoratori, dell’esigenza delle libertà, dei diritti civili e del futuro,ecc. Purtroppo, un poco alla volta,nella dialettica politica si sono insinuati argomenti scientificamente fuorvianti.

E, iniziò l’essiccamento dei veri valori. Come non ricordare di quando, nei dibattiti si parlava quasi esclusivamente di USA e URSS. C’era chi considerava gli Stati Uniti, l’impero del male, che, grazie all’imperialismo economico, dominava gran parte del Mondo e, in contrapposizione, c’erano quelli, che odiavano l’URSS, considerandola una feroce Dittatura, senz’anima e titolare dell’imperialismo militare, con il quale dominava e controllava più della metà dei Paesi Europei. Nei quali si verificavano accesi scontri tra i tifosi degli Stati Uniti e quelli dell’Urss. In Italia, per molti anni, i partiti, invece di confrontarsi su proposte per far migliorare le condizioni economiche, sociali e civili del Paese, che usciva sconfitto dalla seconda guerra mondiale, polemizzavano confrontando le politiche degli USA con quelle dell’URSS. Poi, si è capito che era tutto a pagamento. Gli USA guerreggiavano in Vietnam e i comunisti tifavano per il Comandante Ciap. Nei Paesi dell’Est Europa incominciarono le richieste di libertà e democrazia, con i vari Walesa e Palach, e noi li acclamavamo, considerandoli eroi. Ad Avellino, fu organizzato un corteo in onore di Walesa. Negli altri Paesi si avevano esempi simili. Raymond Aron ricorda che quando i giovani di Praga volevano liberarsi dal comunismo, gli studenti tedeschi li accusavano di avere aspirazioni borghesi e di essere lacchè dell’imperialismo americano. In un convegno, dissi di essere contrario sia all’imperialismo economico statunitense che a quello militare sovietico. E, invitai a parlare dei problemi della società italiana, che dovevano essere affrontati con la bussola dei valori della solidarietà, della democrazia e della libertà. Niente da fare. Avevo a destra dei Don Abbondio, che rispettavano il Don Rodrigo americano, e a sinistra dei marxisti, per i quali l’Urss era un paradiso della libertà. Intanto, i due imperialismi, quello economico e quello militare, utilizzando l’incertezza degli europei, convivevano e progredivano.

Craxi tentò di sostituire Marx con Proudon, di tener testa agli USA e di giudicare i fatti in base agli effetti che producevano all’interno degli Stati e tra gli Stati. Tentò di fare uscire l’Italia dalla condizione di servo di due padroni, USA e URSS.Ci fu qualche successo, ma i poteri forti est –ovest, sfruttando anche qualche cedimento morale di alcuni esponenti socialisti, si liberarono di Craxie e del PSI e tutto tornò come prima, peggio di prima. Anche ciò che avveniva fuori dall’Europa veniva giudicato, in modo schematico, filoamericano (di destra) o filorusso (di sinistra). Il ridicolo, a mio avviso, si è toccato, quando Maduro è stato considerato socialista e il suo antagonista liberista.

Panebianco fa risalire l’antiamericanismo ad un “antico pregiudizio di origine cattolica nei confronti dei Paesi protestanti”. La Russia veniva intesa come “campione dell’anti modernità”. Non ho mai apprezzato il fatto che amministratori comunali, provinciali e regionali, invece di approfondire la conoscenza dei problemi da risolvere, si sforzassero di apparire conoscitori della politica estera. Ormai, è un’epidemia. Le persone non si interessano dell’attività amministrativa del proprio comune, ma esprimono giudizi sul comportamento di Trump, senza nemmeno capirlo. Quando sono stanchi si fermano a Salvini e a Di Maio. Berlusconi e Renzi non sono più di moda. Speriamo che si capisca che per lo sviluppo del nostro Paese è importante l’azione degli amministratori degli Enti locali e delle Società partecipate. A Roma si legifera, sul territorio nascono le idee, si predispongono progetti e si concretizzano le opere. Lo scarsissimo controllo del popolo ha agevolato i malintenzionati, che hanno utilizzato le cariche per arricchirsi ai danni dello Stato. I soldi pubblici sono stati utilizzati più per danneggiare e, in alcuni casi, per distruggere che per valorizzare le risorse e creare sviluppo e occupazione. Penso che la generazione della seconda Repubblica trovi difficoltà a capire i processi economici, per poterli guidare in una logica genuinamente democratica, ambientalista e solidaristica, non mercantilistica e consumistica. Speriamo che la buona politica riprenda il suo ruolo.

Luigi Mainolfi

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply