domenica, 26 Maggio, 2019

Scrive Luigi Mainolfi:
Non ci resta che piangere

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Quando leggo della situazione economica e sociale dell’Irpinia, mi convinco della inutilità del mio impegno politico, svolto all’insegna della coerenza e, per quanto ho potuto, della conoscenza. Quando, nei convegni, ascolto personaggi, che sfornano, con baldanza, superficialità e frasi fatte, dico, a bassa voce, poveri noi. Quando parlo con la gente comune, mi rendo conto dell’effetto negativo delle mistificazioni politiche e delle fuorvianti Bufale vomitate dagli opinionisti televisivi. La riduzione del numero delle copie dei giornali vendute, mi fa capire la potenza dei distributori della stupidità. In campagna elettorale, il fenomeno viene amplificato. La Provincia di Avellino, nel 2017, ha avuto un saldo negativo, relativo alla popolazione, di ben 1.983 residenti e dal 1° gennaio 2012 al 1° gennaio 2018 ha perso 7.500 residenti. Se aggiungiamo quelli, che, pur lavorando e vivendo altrove, conservano la residenza in provincia, si superano le 18.000 unità.

Tra i comuni irpini, il dato più clamoroso è quello di Senerchia, che ha perso il 20% dei residenti. Nella classifica della Qualità della vita, su 102 Province, quella di Avellino occupa il 90° posto. L’età media irpina è passata da 42 anni del 2008 a 44,8 del 2018. Potremmo continuare con dati negativi, ma basta constatare che i giovani, mentre sono studenti, già pensano che il loro futuro sarà altrove. Poiché, i dati statistici sono la conseguenza, non la causa, possiamo affermare che la politica provinciale non ha prodotto sviluppo e ha distrutto la fiducia nel futuro irpino? In Emilia Romagna, nell’800, lo sviluppo fu provocato da persone di buona volontà (non in senso religioso) e dai nascenti movimenti politici e sindacali. Non c’erano contributi per le cooperative, né indennità per i politici. Le persone non invocavano, agivano. Nel Meridione in generale, siamo abituati ad invocare strumenti, soldi o, come faceva Dorso, 100 uomini di acciaio. Comportamento simile a quello di chi crede nella Divina Provvidenza. Secondo me, sono mancate e mancano la conoscenza, le idee, la volontà di fare il bene comune e le forze politiche con un modello di società, da perseguire. Se confrontiamo il numero degli Enti, creati per favorire lo sviluppo, e l’esercito degli amministratori a pagamento con i risultati ottenuti, diventa difficile capire se la cosa è tragica o comica.

Manlio Rossi-Doria, fu uno dei promotori della istituzione delle Comunità Montane. Il motivo fu dedotto dai risultati del censimento del 1971, che evidenziarono una grande perdita di abitanti delle zone collinari e montane. Con le C.M si volle dare ai montanari uno strumento di programmazione, anche perché la non appartenenza delle montagne alla stessa Provincia (vedi Partenio), le faceva diventare terre di nessuno. E, l’Irpinia ebbe 6 Comunità Montane, recentemente, diventate 5, con l’accorpamento della Partenio con la Valle Lauro-Baianese. Sarebbe interessante passare in rassegna la produzione amministrativa, le idee partorite e le somme spese. Poi, vennero i Parchi Nazionali, del Partenio e del Terminio. Altri soldi spesi, senza risultati. Quanti soldi costarono i Patti Territoriali? Cosa è rimasto? Ricordo che giudicai sbagliato far valutare le proposte imprenditoriali dal Banco di Napoli. Proposi di creare, all’uopo, un Comitato di esperti. Parlai nel deserto. E, vennero 5 Gal (Irpinia,Irpinia-Sannio, Partenio, Cilsi, Grottaminarda). Chi mi sa indicare un risultato positivo? Si voleva agire nel sociale. All’uopo, furono creati i Piani di Zona Sociale. Quando lessi la Pianta organica di quello, con sede a Lioni, intuii che erano state create altre carrozzelle clientelari. E, così, fu. In anni più vicini a noi, si è parlato di Aria Vasta: quella di Avellino e quella dell’Ufita-Ariano Irpino. Chiacchiere moltissime. Chi può indicare i risultati? Da un po’ di tempo, ma con insistenza, sentiamo parlare di Progetto Pilota Alta Irpinia. Non ho ancora capito, se è una calamita per attrarre soldi, per poi vedere come spenderli o un insieme di proposte, tendenti a valorizzare le risorse. Finora, al di là di frasi fatte, non ho letto proposte e non ho conosciuto l’ideazione, che avrebbe dovuto precedere la progettazione.

Nelle Democrazie, a difesa dei cittadini, della cosa pubblica e del bene comune esistono Partiti, Sindacati, Associazioni di categoria, Associazioni culturali e Movimenti politici. Un altro esercito di persone, che si sono dimostrate alleate del potere. Intanto, il valore del territorio irpino diminuisce e le famiglie si sentono defraudate. Una società marginale e debole non può non essere corrotta, pericolosa e creatrice di insicurezza sociale. La cronaca ci dà continuamente notizie drammatiche, che confermano il disagio esistenziale. Il rinnovo delle amministrazioni locali e nazionali dovrebbero servire a sostituire il negativo con il positivo; il nulla con i programmi; l’ignoranza con la conoscenza; gli intrallazzatori con le persone serie. Purtroppo, quanto desiderato, non si intravede. Non potendo sperare, non ci resta che piangere.

Luigi Mainolfi

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